Cultura
la novità

Umberto Brunelleschi entra al Mo.C.A. di Montecatini Terme

L'annuncio da parte dell'assessore Alessandro Sartoni: arriva l'opera "La Contadina" di Brunelleschi al museo di Montecatini Terme.

Umberto Brunelleschi entra al Mo.C.A. di Montecatini Terme
Cultura Valdinievole, 29 Agosto 2022 ore 18:54

Una nuova acquisizione contribuisce a rinsaldare il legame della Galleria Civica con il territorio, ampliando al contempo la prospettiva culturale e artistica dello spazio espositivo. La collezione Mo.C.A. si arricchisce, infatti, di una pregevole tempera su cartoncino, La contadina, a firma di Umberto Brunelleschi. L’artista, protagonista della Belle Époque parigina, geniale e camaleontico, ha saputo sublimare le sue doti di pittore e scenografo creando splendidi bozzetti che hanno scritto la storia dell’illustrazione e del costume teatrale, diventandone una vera e propria icona.

Una nuova opera all'interno del Mo.C.A. di Montecatini Terme

Originario di Montemurlo (1879), Brunelleschi si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove si approccia alla pittura su insegnamento di Raffaello Sorbi e Giuseppe Cianfani. In Italia il giovane si sente “limitato” perciò, dopo essersi diplomato, decide di partire per Parigi dove si tiene l’Esposizione Universale, accompagnato dagli amici Ardengo Soffici e Giovanni Costetti. Il viaggio segna un punto di svolta nella vita professionale e artistica di Umberto; ispirato dalla smagliante e mondana capitale francese, decide infatti di prolungare il soggiorno, iniziando a creare i suoi primi bozzetti che attraggono l’attenzione della critica contemporanea. Nel 1902 espone al Salon des Indépendances che, dunque, diviene vetrina attraverso cui farsi conoscere al grande pubblico; da questo esordio firma contratti con periodici di grande tiratura, tra cui Le Rire, Le Frou – frou e L’Assiette au beurre e diventa professionista affermato tra i più grandi illustratori francesi. Nel frattempo si dedica anche alla scenografia: il balletto Légende du clair de lune in programmazione al teatro Les bouffes Parisiens segna il suo debutto ufficiale.

In rue Boissonade, a Montmartre, celebre quartiere degli artisti nel cuore di Parigi, apre il suo atelier che arreda con uno stile stravagante, in equilibrio tra il gusto orientale ed il melodioso Liberty viennese, e che sfrutta per dare feste mondane. Amedeo Modigliani, Pablo Picasso, Gabriele D’Annunzio, André Derain e Ida Rubinstein sono solo alcune delle grandi personalità con cui l’artista stringe sodalizi.

Il suo stile, che si caratterizza per i colori accesi e per il segno flessuoso, sicuro e deciso, non conquista solo il pubblico francese ma anche la critica italiana; nel 1906 l’artista inaugura una lunga e proficua collaborazione con il Giornalino della Domenica e con il Corriere dei Piccoli. Sull’onda del successo, nel 1914 viene invitato a partecipare alla Biennale di Venezia dove torna ad esporre, annualmente, fino al 1938 quando si arruola nell’esercito per militare al fronte. A conclusione del conflitto, torna a dividersi tra Francia ed Italia; nella sua amata Parigi riprende con slancio ed entusiasmo l’attività di illustratore e scenografo dando vita alla rivista a colori La Guirlande e firmando spettacoli per Le Folies Bergère, Casino, Mogador e Maringny; in Italia riveste il ruolo di grafico pubblicitario per la FIAT.

L’artista si spegne a Parigi nel 1949. Tra i suoi più grandi estimatori vi è il compositore Giacomo Puccini che, nel 1924, gli commissiona la realizzazione dei costumi per la prima della Turandot al Teatro alla Scala di Milano; gli stessi figurini saranno poi utilizzati per la messa in scena all’Opera di Roma del 1926 e diventeranno ufficiali guide iconografiche del costume teatrale da parte delle riviste di settore.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter