una nuova sfida

Sta per aprire i battenti “Lococomodo”, la nuova sfida di Emanuele Vivarelli

Wine-bar, e non solo, in Piazzetta dell’Ortaggio: un segnale importante in tempi complessi.

Sta per aprire i battenti “Lococomodo”, la nuova sfida di Emanuele Vivarelli
Cultura Pistoia, 01 Maggio 2021 ore 12:03

Una nuova sfida quella di Emanuele Vivarelli, che dopo varie esperienze nel campo, ormai è presente da più di 20 anni nella ristorazione, partendo da “Lo Specchio” a Spedaletto, esperienza durata molti anni, per finire alla “Fortezza 59”, la pi recente. Adesso apre nella Piazzetta dell'Ortaggio, “Lococomodo”.

Nome alquanto singolare, può spiegarlo?

«Volevo un nome che rappresentasse al meglio questo spazio, questa piazzetta tipica pistoiese. Sono un curioso, e così sono andato a cercare notizie su questo angolo della città. E lì un nome spagnolo. Dovete sapere che questo era il ghetto ebraico, si può ben vedere al lato del locale una targa a memoria di una donna uccisa perché ebrea. Ma soprattutto, proprio qui, dove c'è il locale, esisteva una casa di tolleranza. Un bordello insomma, quel “famoso” luogo dove cercavano di passare piacevolmente il tempo i signori, con le donzelle. E veniva chiamato esattamente Lococomodo, facilmente traducibile. Ecco che, mi sembrava carino ed originale usare questo nome. Anche per dare il senso dello star bene, come giusto in un luogo dedito al ristoro, come luogo di aggregazione, che da più di un anno ci viene negato da questo periodo pandemico».

Un nuovo progetto, in un momento così difficile. Come mai?
«Anche per dare, e darmi, un segnale di speranza e di ottimismo. Ho avuto la possibilità di incrociare questa bella occasione, e come si dice? Mai farsi scappare i treni. Così l'ho presa al volo. Ho concluso la mia esperienza della attività precedente, ed ora mi appresto ad iniziare questa nuova, da solo».

Lococomodo, che tipologia di locale sarà?
«Sostanzialmente un wine bar, enoteca e stuzzicheria. Avremo una gamma di piatti: dal tagliere con prodotti tipici, alla pizza alla pala, fornita a pezzi come assaggi, delle varianti più strane, e buon vino, che non deve mai mancare. Ma avremo anche della ottima birra artigianale che si sposa bene con i nostri piatti. Nella piazzetta c'è già abbastanza varietà di proposte, qui siamo tutti amici ed è giusto che ognuno non sormonti l'altro, con rispetto. Così ho pensato a qualcosa che, in effetti, non c'è al momento. Un luogo che si presta a pranzi veloci, a merende o cene, o semplicemente per un aperitivo prima di recarsi nel locale di fronte, a cena. Ormai il concetto di buffet è superato, si cerca la qualità e la particolarità».

A breve, quindi, ci sarà l'apertura?
«Compatibilmente con le varie restrizioni pensiamo di aprire nella metà di maggio. Stiamo lavorando sodo per ristrutturare il tutto, dalla zona bar alla saletta sovrastante, e quella interna a lato, che sarà allestita con tavoli e bancone di salumi e formaggi oltre al forno a vista. Ovviamente rimarrà quella esterna, con piante, tavoli e sedie, oggi essenziale più che mai. Orario dalle 10 a quando sarà possibile chiudere. Ad oggi è previsto alle 22, poi vedremo ».

Inoltre?

«L'idea è quella di creare anche dei momenti culturali, nella stanzetta sovrastante che si addice bene per la particolarità di essere raccolta ed isolata dalla confusione, una lettura di libri, piccole riunioni, o meeting a tema. Qualche associazione già l'ha chiesta, vedremo appena sarà possibile di realizzarlo».

Uno spazio multifunzionale quindi...

«Ormai questo campo è saturo, occorrono idee nuove ma anche tanta passione, creatività ed impegno. Io non ho mai smesso di sognare e continuerò a farlo. Questo pe riodo difficile mi ha fatto capire molto: eccomi qui, pronto alla ripartenza, in tutti i sensi».