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L'intervento

Sono tornati all’antico splendore tre volumi storici della biblioteca “Michelucci”: un orgoglio quarratino

Operazione resa possibile grazie ai fondi del bando “Restauro e valorizzazione del patrimonio artistico”

Sono tornati all’antico splendore tre volumi storici della biblioteca “Michelucci”: un orgoglio quarratino
Cultura 03 Aprile 2021 ore 14:00

Sono stati restaurati tre volumi storici di proprietà del Comune di Quarrata. Il restauro è avvenuto all’interno del progetto “Identità e memoria”, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia nell’ambito del bando 2019 “Restauro e valorizzazione del patrimonio artistico”, a cui la biblioteca di Quarrata ha partecipato, insieme ad altri 11 istituti della rete documentaria di Pistoia, per un finanziamento complessivo di oltre 47 mila euro.
La biblioteca Michelucci ha potuto far restaurare tre opere importantissime per la storia del territorio: i primi due censimenti della popolazione della comunità di Tizzana effettuati dopo l’Unità d’Italia (1861 e 1871), che avevano subito seri danni risalenti all’ultimo conflitto mondiale, dovuti all’umidità, alla polvere e ai topi, e lo Statuto in pergamena del 1620, che aveva macchie estese, dorso lacero e legatura rovinata. I volumi, che si trovavano nell’Archivio Storico della stessa biblioteca Michelucci, potranno adesso diventare delle importanti fonti storiche: i censimenti fotografano il dettaglio della realtà sociale del territorio e indicano anche la composizione anagrafica, il grado di scolarizzazione, la conoscenza della lingua, le professioni svolte e le religioni professate. Gli Statuti, invece, mostrano nel dettaglio le singole strutture amministrative e quindi uno spaccato della vita quotidiana dell’epoca che in questo caso va dal 1538 al 1721, visto che il volume del 1620 è una copia del 1538 con aggiunte successive. «Il restauro è stata un’operazione molto importante – afferma Claudia Cappellini, la funzionaria del Comune che ha seguito le operazioni – perché permetterà agli storici e agli studiosi del territorio di consultare le copie originali. Mi auguro che saranno consultati ed utilizzati, visto che per gli studiosi sono considerati una fonte primaria».

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