Museo Marini, la ricostruzione di Tina Nuti (Spirito Libero): "Smantellamento iniziato dal Comune nell'estate 2018"

Una presa di posizione dura della capogruppo di Pistoia Spirito Libero, Tina Nuti, con la sua ricostruzione di quanto accaduto sul Museo Marini.

Museo Marini, la ricostruzione di Tina Nuti (Spirito Libero): "Smantellamento iniziato dal Comune nell'estate 2018"
Cultura Pistoia, 25 Gennaio 2020 ore 11:32

In un comunicato stampa il capogruppo in consiglio comunale di Pistoia Spirito Libero, Tina Nuti, analizza la vicenda della crisi del Museo Marino Marini sotto una sfaccettatura nuova e, per ora, sconosciuta: i documenti che proverebbero come, già nell'estate 2018, il sindaco Alessandro Tomasi e la giunta comunale pistoiese avessero comunicato una sorta di "dismissione" e minor interesse.

Museo Marini, le accuse di Tina Nuti

Pubblichiamo il comunicato stampa della capogruppo di Pistoia Spirito Libero, Tina Nuti, in merito alla vicenda del Museo "Marino Marini".

Il 27 luglio 2018 è una data importante per il presente e per il futuro del Museo Marino Marini. Proprio in
quella calda giornata estiva, l’Amministrazione Tomasi decide di inviare alla Direzione della Fondazione
Marino Marini la bozza di “ una nuova convenzione che rivedrà e disciplinerà in forma organica e completa i rapporti tra il Comune di Pistoia e la Fondazione M.Marini “; rapporti in essere dal 3 marzo 1998. Rapporti che provengono da un tempo ancora più lontano. Infatti, nel 1976 il Comune di Pistoia istituisce il Centro di Documentazione dell’Opera di M. Marini, riceve in dono molte opere dell’artista, decide di acquistare e restaurare il Palazzo del Tau di Corso Fedi per destinarlo a sede stabile delle opere e di tutta la documentazione dell’opera di Marino.

Espressione naturale del solido rapporto fra Pistoia e Fondazione è l’accordo del 1998 con il quale il
Comune si assume l’impegno di sostenere la manutenzione e la sorveglianza del Palazzo del Tau dove sono esposte, protette e valorizzate anche le opere di proprietà del Comune stesso.
Gli accordi del passato vengono cancellati con un colpo di spugna il 31 ottobre 2018 con la Delibera di
Giunta comunale n. 283. Il Sindaco Tomasi e la sua Giunta, con questo atto, nonostante il nuovo accordo
non sia giunto a buon fine e sia ancora valido quello del 1998, decidono di sospendere il contributo di
38.000 euro annui per la sorveglianza del Museo M. Marini e di destinare tale cifra “ai musei di diretta
gestione comunale”. Inoltre con la stessa deliberazione l’amministrazione Tomasi decide che dal primo
gennaio del 2019 la biglietteria del Marini cessi di essere collegata con il sistema di bigliettazione del
Comune. In parole povere il Marini esce dalla rete dei musei del Comune, non è più possibile il ticket unico, si vanificano sforzi di promozione e di unitarietà del sistema culturale cittadino, il Museo M. Marini scompare dal sito del Comune di Pistoia.
La decisione del CDA della Fondazione M. Marini, già del settembre 2019, di considerare solo il progetto di riunire tutte le opere nella sede di Firenze è ingiustificabile, offensivo per la città e per i cittadini, irriverente verso la volontà dell’artista e della moglie Marina. Lesive del minimo rispetto umano le modalità e le parole delle lettere di licenziamento di due esperti dipendenti che tanto hanno investito nella conduzione del Museo.

Appare però fin troppo evidente come Tomasi, Sindaco, assessore alla cultura, rappresentante di tutti i
pistoiesi nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione, non abbia compreso il ruolo, il valore, il peso culturale del Museo M. Marini nel contesto della città e del territorio. Non abbia valutato l’importanza di tenerlo strettamente collegato con tutti i musei e i luoghi di cultura cittadini. Non abbia compreso che proprio quel Museo, fortemente voluto da tante precedenti amministrazioni, rappresentava il valore aggiunto del sistema museale pistoiese. La città merita molto di più!

Inoltre. La revisione della convenzione con la Fondazione M. Marini meritava una discussione ampia,
approfondita, aperta al Consiglio Comunale e alla città. Per la rilevanza dell’artista, del Museo, delle scelte che non sono mai solo e soltanto di risparmio di pochi euro. Per rispettare scelte fatte da decenni con impegni economici importanti e lungimiranti come quelle di realizzare un museo di e per Marino Marini. Così come era doveroso informare il Consiglio Comunale della volontà della Fondazione di trasferire le opere al museo di Firenze fin dal suo primissimo accenno.
Poca trasparenza e mancanza di informazioni da parte del sindaco che deve essere il Sindaco della città e
dei cittadini.

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