Menu
Cerca
IN ATTESA DELLE FESTIVITA'

Mosignor Roberto Filippini: «Nelle rubriche liturgiche non si parla mai di Messa di mezzanotte»

l vescovo di Pescia pone l’accento sull’importanza di una celebrazione in presenza, non sull’ora.

Mosignor Roberto Filippini: «Nelle rubriche liturgiche non si parla mai di Messa di mezzanotte»
Cultura Pistoia, 12 Dicembre 2020 ore 15:30

In un articolato intervento, il vescovo di Pescia, Monsignor Roberto Filippini, ha espresso il proprio parere sull’orario anticipato della Messa di mezzanotte di Natale.

«Il mio giudizio personale su un possibile anticipo della Messa di Mezzanotte è fondato su come la liturgia cattolica vede questa eventualità. Nelle rubriche liturgiche non si parla mai di Messa di mezzanotte, né si danno indicazioni cronologiche precise: si fa riferimento solo a una celebrazione nella notte, per rivivere l'evento della nascita del Signore, secondo il racconto dell'evangelista Luca: ‘C'erano in quella regione alcuni pastori che pernottando all'aperto vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore...disse loro: Oggi, nella città di Davide è nato per voi un Salvatore che è Cristo Signore’ (Lc 2,7). La mezzanotte è un dato legato alla tradizione devota, che ha voluto cogliere il momento del passaggio da un giorno ad un altro, come il momento più adatto per la nascita di colui che fa compiere alla storia un passaggio radicale, dall'attesa della redenzione, al suo compimento, nella pienezza dei tempi, tanto da poter contare il tempo da quel momento: prima e dopo Cristo.
Del resto, come più volte è stato ricordato, già i Papi precedenti a Francesco, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, celebravano la Messa della notte di Natale in S. Pietro, in orario anticipato, e molti parroci erano costretti a farlo per seguire la vita liturgica di diverse parrocchie: io stesso ho accettato, in questi anni, la tradizione per cui il Vescovo di Pescia celebrava una Messa a Sorana alle 22 e una in Cattedrale alle 24!
Rinunciare a qualche aspetto formale e folkloristico potrà addirittura farci guadagnare una maggiore spiritualità, e se il motivo è quello della premura per la salute degli altri e dell'amore verso i più deboli e i più fragili, ci ritroveremo proprio nel bel mezzo del mistero dell'incarnazione di chi ci ha chiesto di amarci come Lui ci ha amato.
La Cei potrebbe ostacolare una impostazione di questo tipo? Non credo proprio, e già il Consiglio di Presidenza si è pronunciato in tal senso. La Chiesa certamente farebbe fatica ad accettare la rinuncia alla celebrazione in presenza, tenendo conto dell'impegno che ha posto nell'osservare scrupolosamente tutte le disposizioni di sicurezza da maggio ad oggi, ma non fa certo difficoltà a rispettare limiti e cambiamenti irrilevanti per poter offrire alla comunità condizioni di sicurezza e dare una seria testimonianza di responsabilità.
Sono certo che, anche nella diocesi di Pescia, ci saranno dei fedeli delusi per un orario insolito, che non corrisponde a consuetudini inveterate e a ricordi che si radicano nei momenti più felici della propria vita, magari di quando si era fanciulli e si respirava un'aria di magia dolcissima, fatta di luci e di doni, ma sono anche convinto che, in tempi difficili come questi, saranno capaci di un giudizio maturo e accoglieranno una decisione in linea col Vangelo, mossa dalla cura e dalla promozione della vita umana. Buon Natale d'amore».