la proposta

L’idea di Barbara Innocenti: «Recuperiamo l’antica fonte»

Il suggerimento per avere un’attrattiva turistica in più e restituire alla comunità un pezzo di storia

L’idea di Barbara Innocenti: «Recuperiamo l’antica fonte»
Cultura Piana, 11 Luglio 2021 ore 09:30

Recuperare l’antica “Fonte del Bagno”, per restituirla alla comunità e renderla valida anche in ottica turistica. È la proposta di Insieme per Montale, con la capogruppo Barbara Innocenti che ha protocollato una mozione per indurre la giunta Betti ad attivarsi in questo senso.
Si tratta del resto di una fonte dalla quale non sgorga di fatto acqua da più di un decennio, in quanto non risultata conforme alla normativa vigenti a seguito di analisi dell’Ausl. Ma che accompagna Montale da secoli: Jacopo Maria Fioravanti scriveva, nelle sue “Memorie storiche della città di Pistoia” (1758) che l’antico Bagno dell’Allegrezze “sanava moltissime infermità”, raccontando come nel 1464 fosse un po' decaduto a causa “dell’ingordigia dei Medici signori di Firenze”.I cittadini vollero riportarlo al suo antico splendore e per questo “chiamarono persone intendenti dalle quali fu posta ogni diligenza possibile per restituirlo nella sua pristina perfezione, lo che essendo eseguito fu di gran giovamento a molti infermi, che si servirono della mirabile virtù di quelle acque”.
Di quel restauro riferisce anche Antonio Mattani nella sua “Relazione istorica e filosofica delle produzioni naturali del territorio pistoiese” (1762) aggiungendo però che nei pressi dell’antico Bagno esisteva “un’acqua sulfurea sulla Via che conduce a Fognano e alla Villa di Colle Alberto dalla famiglia dei signori conti Bardi in quella parte che Bronia comunemente addimandasi”. Il Bagno non c’era già più ma la Fonte era rinomata. Tanto che il pievano Bertini, preposto di Montale “aveva concepito l’idea di acqiuistare in permuta, per conto della sua Chiesa, dalla casa Guicciardini quel fondo con lo scopo di allacciare l’acqua di Bronia e renderla al suo antico uso”. Dell’attrattiva costitutiva dalla Fonte di Bronia è testimone, nel 1889, anche Anacleto Francisci che nelle sue “Memorie di Montemurlo e Montale” descrive “una polla perenne d’un acqua zulfurea minerale, molto rinfrescativa, nel mezzo di un campo o trivio luogo detto di Bronia di proprietà dell’Illustrissimo signor conte Francesco Guicciardini deputato al Parlamento nazionale. Quell’acqua oggi è chiamata dei Vaccai e nell’estate è ricercatissima da ognuno”.
E oggi? «L’acqua non corrisponde agli standard di legge perché ha caratteristiche minerali particolari. Ma nessuno ha mai voluto valorizzare le sue qualità e così del Bagno non restano che le tradizioni popolari e la memoria di un prestigioso passato – ha spiegato Innocenti – chiediamo all'amministrazione l'avvio di un progetto di ripristino che implichi la sua ristrutturazione dal punto di vista architettonico e la sua valorizzazione dal punto di vista turistico, anche attraverso progetti collegati con gli studenti dell’Istituto Comprensivo. E a far sì che l’acqua torni a scorrere previo nuove analisi. E Se il risultato di queste ultime dovesse confermare la non potabilità, a valorizzarne in modo controllato le eventuali caratteristiche termali».