Cultura

E Paolo Rossi ci insegnò, ancora una volta, a sorridere alla vita

E Paolo Rossi ci insegnò, ancora una volta, a sorridere alla vita
Cultura 21 Novembre 2022 ore 17:45

di Miriana Cecchi


In un giorno qualsiasi di una settimana uggiosa riceviamo un invito che ci mette di buon umore.

Sarà l'amore spassionato per il calcio, sarà la presenza di personaggi stimati o la gioia di poter ospitare in Valdinievole un evento di questo calibro, ma la serata di presentazione e proiezione di E' stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito”, il docufilm del regista Walter Veltroni sulla vita del campione tanto amato e ricordato da tutti, ci mette il sorriso.

Prima della proiezione, sotto all'incessabile pioggia di giovedì (17 novembre) sera, ci dirigiamo al Grand Hotel Plaza & Locanda Maggiore, una location suggestiva e d'altri tempi nel cuore di Montecatini, dove ad aspettarci, oltre agli organizzatori dell'evento Nicola Stagi ed Alessandro Martini (Televisium), troviamo il regista, Federica Cappelletti (la moglie di Paolo Rossi) ed il campione e amico Giancarlo Antognoni.

Il timore reverenziale di trovarsi al cospetto di questi grandi personaggi inizia a farsi sentire. Iniziamo a scambiare qualche parola con Veltroni che, in maniera molto eloquente, ci parla della voglia di voler raccontare e di “restituire con affetto, amore e rimpianto - per una vita che si è portata via troppo velocemente un uomo che aveva ancora tanto da dire e da dare”, la storia del “prima Paolino e poi Pablito”. Il regista conosceva di persona il calciatore, ma per un racconto più fedele si è immerso per un anno e mezzo nella sua realtà, raccogliendo testimonianze e ricostruendo momenti di vita inediti, non solo al pubblico, ma anche alla famiglia stessa.

La moglie Federica, con grande sensibilità e squisitezza, ricorda le virtù del marito elogiandone il suo lato umano e ci parla dei progetti “che non diminuiscono, ma continuano ad aumentare” legati a delle promesse fatte che sta portando avanti con la Paolo Rossi Foundation e tramite il grande lavoro dietro a tutte le iniziative che portano il suo nome.

Presente all'incontro anche l'avversario leale, il compagno ed amico Giancarlo Antognoni che, oltre a definire il compagno “un ragazzo eccezionale e l'artefice della vittoria del – loro – Mondiale”, ricorda un momento buio del suo percorso calcistico, quello di Vigo, momento in cui Paolo non riusciva a fare gol e in cui era diventato oggetto di critiche a livello mediatico. Momento dal quale è riuscito ad uscire solo grazie alla grande fiducia dell'allenatore ed al sostegno dei compagni di squadra che conoscevano il suo vero valore.

La proiezione si è tenuta al Teatro Yves Montand di Monsummano Terme, alla presenza del Presidente della Regione, Eugenio Giani (che sul palco richiama alla memoria il giocatore con una padronanza disarmante dell'argomento), del prefetto e di tutti i sindaci della Valdinievole, compresa la padrona di casa, il sindaco Simona De Caro.

Ci sono tutti, il teatro è sold out. Calano le luci in sala, si accendono i faretti sul palco e va in scena un talk iniziale, moderato magistralmente dal collega Alessandro, che fa emergere dei ricordi legati ad un uomo che, come afferma Veltroni, “ha ispirato gli italiani in un momento storico in cui tra crisi economica, sociale e istituzionale, c'era davvero bisogno di una storia come la sua”.

La storia di un uomo che, partito da una famiglia umile di un paesino “qualunque” (Santa Lucia di Prato) è diventato un simbolo per la Nazione. Ci vengono i brividi quando, a sorpresa, viene proiettato un videomessaggio che Paolo, qualche tempo prima della sua morte, aveva inviato a Televisium per salutare calorosamente la Valdinievole.

Si spengono poi tutte le luci ed ha inizio la proiezione. “In Italia sono migliaia i cittadini che si chiamano Paolo Rossi”: con questa frase si apre il racconto emozionante, a tratti molto doloroso, ma sempre ricco di speranza della vita di Paolo. Si parte dall'infanzia con la testimonianza del fratello Rossano Rossi con scene ricostruite, filmati, foto privati e lettere scritte in adolescenza dal giovane campione, per poi ripercorrere la sua carriera calcistica, fatta di alti e bassi, fino a raggiungere il “Pablito” di Spagna '82 con gli ex compagni Cabrini e Tardelli che sono andati a rivisitare i luoghi in cui quei Campioni hanno scritto un pezzo importante della nostra storia calcistica. Il tutto per arrivare infine al “Paolo padre e marito”, con il ricordo delle figlie e dei momenti strazianti dei suoi ultimi mesi di vita nei racconti di chi gli è stato sempre vicino con amore, sostegno e comprensione, la moglie Federica.

Al termine della proiezione si è tenuto uno scrosciante e prolungato applauso del pubblico. Veltroni ha creato una pellicola che entra nel cuore, che permette di capire il sacrificio di un ragazzo e di un uomo che si è rialzato sempre dopo ogni caduta e non solo riporta alla mente momenti di gioia alla generazione che li ha vissuti, ma riesce a far comprendere anche a chi non c'era la grandezza di un uomo semplice, di una persona gentile che aveva sempre il sorriso sulle labbra e che ci può aiutare, ancora una volta ed in tempi difficili, ad affrontare la vita con positività e con il sorriso, così come lui stesso ha vissuto la sua.

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