PISTOIA

E’ il primo ballerino all’Operà di Parigi, ma Francesco Mura non si vuole fermare

Parla il 23enne nato e cresciuto a Pistoia che adesso vuole conquistare il mondo: «Un giorno tornerò a casa mia».

E’ il primo ballerino all’Operà di Parigi, ma Francesco Mura non si vuole fermare
Cultura Pistoia, 12 Dicembre 2020 ore 10:29

Da Pistoia, a Parigi, passando per Milano. Oggi alla Scuola dell’Operà.
Figlio d’arte, Francesco Mura, di Claudio Mura e Rosaria Di Sessa, che ricorderemo bene essere stati al fianco del grande ballerino e coreofrago di Carla Fracci, il grande Loris Gai. Oggi sono titolari della Scuola di danza presso il centro H2O. E lui, con tanta passione e dedizione è arrivato in alto essendo a 23 anni uno dei ballerini più apprezzati su scala mondiale.
Cresciuto a passi di danza, respirando scarpette e musica, sin da piccolo, «ma in contemporanea giocavo anche a calcio» dice Francesco, che d’un tratto, mentre partecipava ad una lezione nella scuola dei suoi genitori, ha capito quale fosse la sua strada: la danza.
In seconda media partecipa ad un concorso, grazie alla preparazione della mamma Rosaria, vince una borsa di studio per la Scuola de La Scala a Milano, e si trasferisce. Inizia a studiare alacremente, ogni giorno, con tanta dedizione. Due anni di duro lavoro, ma Francesco aveva un sogno grande, nel cassetto del suo cuore: L’Operà di Parigi. Il sogno di ogni amante della danza.
Ed  ecco un nuovo concorso, che Francesco vince.
Perchè Parigi?
«Perché è il teatro dell’Operà. Perché è un onore far parte della compagnia più importante del mondo. Grazie al concorso sono riuscito ad entrare, e lavorando tutti i giorni, molte ore al giorno, tra prove, esercizi e spettacoli in teatro, è ormai diventata la mia vita».
La danza richiede molti sacrifici: riesci a sacrificare il tuo tempo libero per questo sogno?
«Detto giusto. Ai sogni si deve fare spazio. Quando arrivai a Milano, dopo due anni ero già proiettato a Parigi perché lo stile francese è unico nel mondo per l’eleganza, la purezza del movimento. Mi ha sempre affascinato e volevo studiare proprio questo. Volevo arrivare a far parte del suo corpo di ballo. Oggi ho un contratto a tempo indeterminato e vivo qui, dove ho acquistato anche un appartamento. Il tempo libero? Quale sarebbe?».
Quindi i sogni si avverano: e adesso?
«Un anno fa, dopo vari concorsi interni, sono stato nominato Primo ballerino dell’Operà, una emozione incredibile. Una nomina importante che richiede anche molta responsabilità: non si può commettere errori, serve studiare per dare sempre di più. La danza ad un certo livello è esigente».
Questo periodo non facile, di lockdown, quanto ha inciso su di lei e sulla sua preparazione?
«Tre mesi chiusi in casa. Durissimo periodo anche qui, nel quale, però mi sono allenato in workout con lezioni a video dei maestri, come fossi in sala prove. Ma mi mancava il pubblico, i colleghi, gli amici, la vita fuori. In questi mesi ho capito ancor di più quanto fosse per me importante danzare. Quanto mi mancava quell’odore di palco, di parquet, e di tutto ciò che circonda il mondo di un danzatore».
E Pistoia? Quanto le manca?
«E’ la mia città. Avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Ma adesso ho un sogno grande nel cuore: vorrei arrivare ad essere Etòile…».
Sempre più impegnativo! Del resto è giovane, ha ancora tutta la vita davanti.
« Ho 23 anni. Voglio approfittare di tutte le opportunità che potrò afferrare. Mi sento già molto fortunato, ma voglio approfittare della buona sorte».
Tornerà a casa, nella sua città, prima o poi?
«Chissà, forse quando avrò raggiunto l’età di attaccare le scerpette al chiodo, come si dice. Ho molti anni ancora davanti a me. Per ora resto qui, a godermi a piene mani ciò per cui vivo: la danza».

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