Cultura
Chiesina Uzzanese

Chiesina Uzzanese e la “Grande Guerra”

Le foto di Giulio Birindelli e Antonio Gonzini, recentemente ritrovate, hanno contribuito a far luce sugli eventi bellici

Chiesina Uzzanese e la “Grande Guerra”
Cultura Prato, 21 Novembre 2021 ore 11:00

L’associazione chiesinese “Avventura Democratica” ha voluto celebrare il 4 novembre, il Giorno dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate, pubblicando le foto - recentemente ritrovate - di due caduti della Grande Guerra.

Il 4 novembre del 1918 si chiudeva, infatti, la PrimaGuerra Mondiale con l'armistizio di Villa Giusti. In Italia la Grande Guerra terminò dopo 41 mesi, 51 per molte altre nazioni coinvolte nel conflitto come Francia, Austria-Ungheria e Germania, con quasi 18 milioni di militari morti o dispersi. Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria, tre anni più tardi ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto” nel Sacello dell'Altare della Patria a Roma. L’anno successivo, con un Regio decreto, il 4 novembre fu dichiarato festa nazionale.

Nel comune di Uzzano, che negli anni del primo conflitto mondiale comprendeva anche i territori che dal 1963 andarono a costituire il comune autonomo di Chiesina Uzzanese, i caduti e dispersi furono circa 150. Un numero indicativo e non esatto perché ancora oggi, dopo oltre 100 anni, non sono possibili calcoli precisi.

Per cercare di ricostruire questa vicenda e poter arrivare a una lista aggiornata, e il più possibile vicina al numero effettivo di soldati di Uzzano e Chiesina che morirono durante il primo conflitto mondiale, Carlo Cortesi ha condotto una ricerca che è stata pubblicata nel 2018. Nel suo lavoro sono anche indicati tutti i nominativi dei caduti che non sono riportati sui monumenti diffusi nel territorio dei due comuni. Nella ristampa del 2021 sono stati inseriti nuovi documenti, tra cui alcune foto storiche dell’epoca.

«Non si parla solo di numeri: si parla della morte di ragazzi, della sofferenza di genitori, mogli e figli che in alcuni casi non ebbero nemmeno la certezza della morte del proprio caro. Per questo è importante poter associare un volto a un nome, e grazie alla disponibilità di una famiglia chiesinesealla fortunata opera di un ricercatore sono disponibili le foto di due caduti, due ragazzi che probabilmente si fecero quella foto prima di partire per il fronte, magari per fare l'unica fotografia della loro vita. In questo giorno vogliamo celebrare anche la morte di due figli di Chiesina Uzzanese ed Uzzano, che con il loro volto rappresentano anche i tanti di cui purtroppo non è rimasta memoria»», si legge nella nota diffusa dall’associazione insieme alle foto dei due compaesani morti durante la Grande Guerra.

Si tratta nello specifico della foto di Giulio Birindelli e di Antonio Gonzini. Per il primo è stato semplice ritrovare l’immagine del giovane soldato, nato a Montecarlo il 29 aprile del 1880 e sposato con Emma Innocenti. La nipote Paola Ughetti, dopo aver letto nella ricerca anche il nome del parente ha cercato in casa il quadretto raffigurante Giulio vestito da soldato. Birindelli, morto il 1 settembre 1917 nell’ospedale da campo per ferita da pallottola da shrapnel penetrante all’addome, fu sepolto a Carmons, e poi trasportato nel Sacrario militare di Redipuglia, dove ancora oggi si trovano le sue spoglie.

Il ritrovamento da parte di Cortesi della fotografia di Antonio Gonzini, nato a Uzzano il 25 ottobre del 1890, è stato invece più fortuito. Il giovane soldato dell'89° reggimento fanteria “Salerno” morì il 29 luglio del 1916 a causa delle ferite riportate durante uno scontro. Di lui si sono perse notizie fino a quando un appassionato collezionista ha inviato a Cortesi una foto raffigurante il suo volto.

«L’immagine è stata trovata da Italo Riera, ricercatore e collezionista di Biella. Dopo aver letto la mia ricerca mi ha inviato questo reperto storico che aveva trovato anni fa in un mercatino dell’usato e che aveva inserito nella sua collezione di documenti risalenti al periodo della Grande Guerra. È stata una casualità che questa foto sia ritornata a Chiesina Uzzanese dopo così tanti anni. In questa occasione voglio ribadire l'appello alle famiglie di cercare fra i ricordi di casa, fra le vecchie foto magari accantonate da anni. Così facendo renderete un servizio non solo ai vostri cari ma anche alla storia dei nostri comuni e ai tanti caduti morti senza volto», ha spiegato Cortesi.