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C’è nuova linfa per la cultura pistoiese

Il Comune ha dato il via ad un piano di grande riqualificazione e valorizzazione grazie alla presenza di Giacomo Guazzini

C’è nuova linfa per la cultura pistoiese
Cultura Pistoia, 04 Aprile 2021 ore 12:30

Da quando, nel secondo secolo a.C., era solo un luogo di sosta lungo la via Cassia Clodia a quando fu Comune nella cui piazza principale si svolgeva il mercato cittadino, proprio come adesso, Pistoia ha accumulato tesori di arte degni della massima attenzione.
L’assessore alla cultura Margherita Semplici, il dirigente Giovanni Lozzi e il direttore dei Musei cittadini Elena Testaferrata, insieme allo storico d’arte medievale Giacomo Guazzini hanno presentato nei giorni scorsi il piano di ampliamento e sviluppo della rete dei musei comunali pistoiesi attraverso un progetto innovativo e un nuovo percorso museale per il Museo Civico d’arte antica del Palazzo comunale nonché, a quello collegato, il completamento dell’allestimento del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni.
Fanno parte della rete dei musei comunali di Pistoia il Museo Civico d’arte antica, il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, la Casa-studio Fernando Melani e il Museo dello Spedale del Ceppo, quest’ultimo di proprietà dell’ASL ma gestito dal Comune. Palazzo Fabroni, rinnovato nel suo assetto complessivo è da considerare come il vero e proprio Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, con le sale del secondo piano destinate alle mostre temporanee. Dopo il riallestimento della ricca collezione permanente al primo piano, nel novembre del 2019 è stato orientato in questa precisa direzione il recupero degli ampi locali del pianoterra dove, quattro nuove sale ospitano le raccolte dedicate al Novecento artistico pistoiese ivi trasferite dal mezzanino del Palazzo Comunale. Nel più vasto ambito del progetto generale è stata affidata a Giacomo Guazzini la riorganizzazione museografica e museologica del Museo d’arte antica, che è di rilevanza regionale, e il cui allestimento risale al 1982. Giacomo Guazzini, storico dell’arte medievale, già noto per le clamorose scoperte di affreschi di Giotto a Padova, conseguito il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è poi stato ricercatore nel prestigioso Max Planck Institut di Firenze, ma già dal 2009 aveva lavorato al Museo Civico di Pistoia, con uno stage universitario e attraverso vari incarichi a progetto. A lui è affidato il compito di aggiornare il patrimonio e di elaborare nuovi contenuti in vista della revisione delle collezioni oltre a dare vita ad un modo innovativo di comunicare i propri contenuti e le connessioni con il territorio, a questo ultimo riguardo è in allestimento una piattaforma informatica per permettere la consultazione on line delle collezioni e lo studio di alcune opere significative in relazione ai loro assetti e funzioni originari. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’importante lavoro che si sta svolgendo, Giacomo Guazzini, in forze all’amministrazione comunale grazie ad un assegno di ricerca di durata biennale finanziato da fondi europei, ha esposto il progetto di ricerca iniziato lo scorso ottobre, ha parlato della «centralità del museo a forte vocazione territoriale cosa che lungi dall’essere un limite è un vero punto di forza» perché consente una ricostruzione dei rapporti tra le opere e i luoghi da cui provegono e la funzione che lì svolgevano che dà loro anima e senso «tutto da sviluppare in stretto rapporto con un tessuto urbano, per fortuna ancora ricco e ben conservato, come quello di Pistoia.»
Il lavoro si è concentrato sull’aggiornamento critico e scientifico delle collezioni, è stata portata a termine la ricognizione e digitalizzazione del patrimonio fotografico, da lì è iniziato l’aggiornamento dell’inventario, definito da Guazzini vero e proprio cervello del museo.

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