CRONACA

Vicofaro, Sinistra Civica Ecologista: inaccettabile che Tomasi scarichi sulla Parrocchia le proprie responsabilità

Il Comune faccia la sua parte per individuare soluzioni alternative, per un’accoglienza degna, diffusa e in condizioni sanitarie di sicurezza.

Vicofaro, Sinistra Civica Ecologista: inaccettabile che Tomasi scarichi sulla Parrocchia le proprie responsabilità
Pistoia, 26 Settembre 2020 ore 19:12

“La nota della ASL sulle criticità emerse in occasione del sopralluogo presso i locali della Parrocchia di Vicofaro, e la conseguente lettera inviata dal Sindaco Tomasi al Vescovo Tardelli e a Don Biancalani, sono gli ultimi atti di una vicenda che certifica l’inconsistenza e il fallimento dell’amministrazione comunale di Pistoia sulle politiche di accoglienza”.

L’intervento del partito

Vicofaro ha dato una risposta, con spirito umanitario e ben oltre le capacità strutturali della Parrocchia, a un’emergenza reale. A persone che si sono trovate in condizioni di vita drammatiche, spesso a causa delle conseguenze dei “Decreti sicurezza” voluti da Salvini e dello smantellamento di progetti di accoglienza diffusa e di qualità.

È inaccettabile che in tutti questi mesi, a maggior ragione in tempo di Covid-19, l’amministrazione comunale abbia scelto di far finta di niente. Arrivando a disertare i tavoli convocati per individuare soluzioni alternative.
Magari sperando di poter lucrare consensi per i partiti della maggioranza (a partire da quello del Sindaco) con slogan e propaganda strumentale su Vicofaro. Soluzioni dignitose per le persone accolte, per l’esperienza di accoglienza della Parrocchia e per l’intera città sono possibili, necessarie e urgenti”.

“Per questo come Sinistra Civica Ecologista ci impegneremo affinché la Regione Toscana decida di confermare e rafforzare i finanziamenti destinati all’attuazione della “Legge regionale per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana”, utili anche alla realizzazione di progetti di accoglienza diffusa, in piccoli numeri e di qualità.

E invitiamo, al tempo stesso, l’amministrazione comunale e il Sindaco Tomasi ad assumersi le proprie responsabilità, avviando un confronto costruttivo con le organizzazioni sociali del territorio (dall’associazionismo alla cooperazione sociale, dal volontariato laico alla Diocesi) per individuare soluzioni alternative che possano garantire a tutti i circa 140 ospiti della Parrocchia un’accoglienza degna, in condizioni sanitarie di sicurezza e con percorsi di inclusione strutturati e di qualità.

A partire da una ricognizione di quel patrimonio immobiliare pubblico (comunale e regionale) che può essere riconvertito a funzioni sociali, anziché essere svenduto o abbandonato a un inevitabile deterioramento”.

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