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CRONACA

Usava il documento contraffatto di un giovane deceduto: truffatore sciacallo denunciato dai carabinieri di Cutigliano

E' un 30enne campano pregiudicato per reati in materia di falso, poiché ritenuto responsabile di truffa aggravata.

Usava il documento contraffatto di un giovane deceduto: truffatore sciacallo denunciato dai carabinieri di Cutigliano
Cronaca Montagna, 02 Aprile 2021 ore 09:59

Truffatore sciacallo denunciato dai Carabinieri della Stazione di Cutigliano. Sfruttando un documento contraffatto intestato ad un ragazzo residente sulla montagna pistoiese deceduto anni fa aveva attivato un contratto per rifornire di energia elettrica il proprio negozio di alimenti surgelati, accumulando negli anni un debito per bollette non pagate pari a quasi 4.000 euro.

La vicenda

Nella mattinata di ieri  i Carabinieri della Stazione di Cutigliano, coadiuvati dai quelli della Stazione di Napoli Secondigliano, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pistoia un 30enne campano pregiudicato per reati in materia di falso, poiché ritenuto responsabile di truffa aggravata.

L’indagine ha avuto inizio nello scorso mese di febbraio allorquando una donna, imprenditrice molto conosciuta sulla montagna pistoiese, si era recata presso il Comando Stazione Carabinieri di Cutigliano per presentare una denuncia di truffa contro ignoti, essendo stata contattata telefonicamente da un avvocato di una società milanese di recupero credito che le intimava, entro 5 giorni, di saldare ben 6 bollette per l’erogazione di energia elettrica rimaste insolute relative ad un locale sito a Napoli.

La donna non solo era convinta di non aver mai saltato in vita sua il pagamento di una bolletta ma soprattutto era certa di non essere proprietaria di un immobile nel capoluogo campano. Ma ciò che rendeva la situazione intollerabile era non tanto l’importo di denaro richiesto, pari a quasi 4.000 euro, ma il fatto che il contratto di fornitura di energia elettrica fosse intestato al figlio della denunciante, deceduto molti anni orsono in un tragico incidente.

La Stazione Carabinieri di Cutigliano, comprendendo la necessità della donna di arrivare velocemente a un chiarimento, provvedeva immediatamente ad acquisire tutta la documentazione di interesse, facendosela inviare dalla società incaricata del recupero crediti, dall’analisi della quale emergeva come la fornitura elettrica fosse stata attivata, fin dall’agosto del 2019, attraverso un documento di identità palesemente contraffatto che riportava in tutto e per tutto i dati anagrafici dello sfortunato ragazzo.

Ma vi è di più, esaminando gli atti acquisiti si ricavava altresì che il truffatore, al fine di rendersi più difficile la sua identificazione, aveva utilizzato i dati del ragazzo deceduto non solo per la fornitura di energia elettrica, ma anche per attivare un indirizzo mail attraverso un famoso portale e una scheda telefonica che utilizzava tranquillamente per compiere le proprie attività criminali. I militari della Stazione di Cutigliano, a quel punto, decidevano di acquisire dalla società erogatrice del servizio elettrico il numero del codice cliente riportato sul contatore e l’indirizzo esatto della fornitura, delegando ai Carabinieri della Stazione di Napoli Secondigliano l’ispezione accurata di quel locale, al fine di identificare chi stesse beneficiando del servizio elettrico senza pagarlo. I militari campani accertavano come il contratto di fornitura in questione stesse rifornendo un negozio di rivendita al dettaglio di prodotti surgelati, aperto al pubblico e in regola con tutte le licenze necessarie. Evidentemente il gran consumo di elettricità era dovuto proprio alla presenza di grossi frigoriferi che mantenevano la merce congelata.

Sentito in merito, il proprietario del negozio rispondeva che era tutto in regola, mostrando ai militari una richiesta di voltura a suo nome del contratto di fornitura di energia elettrica datata pochi giorni prima. Peccato però che, dall’analisi della Banca Dati, emergesse come il negozio di surgelati ispezionato fosse attivo da circa 2 anni, periodo durante il quale egli era stato proprietario dell’attività commerciale e aveva beneficiato della fornitura di energia elettrica senza pagarla, non avendo infatti alcuna ricevuta di pagamento a suo nome relativa a tale periodo.

Lo stesso veniva quindi deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pistoia perché ritenuto responsabile del reato di truffa di cui all’art 640 del codice penale, mentre il contatore di energia elettrica veniva immediatamente chiuso dai tecnici della società erogatrice del servizio, con l’imprenditrice pistoiese che naturalmente non dovrà farsi carico dell’importo illegittimamente richiestole.

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