CAMMINO ROMANO

Una pistoiese al Tribunale ecclesiastico

Un'esperienza che arriverà in Diocesi.

Una pistoiese al Tribunale ecclesiastico
Cronaca Pistoia, 06 Dicembre 2020 ore 09:33

Il racconto di Michela Cinquilli, laureata in diritto canonico, sul suo cammino romano. Un'esperienza che arriverà in Diocesi.

Una pistoiese al Tribunale ecclesiastico

La riforma del processo canonico per la dichiarazione di nullità del matrimonio operata con il “Motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus” del 15 agosto 2015, ha portato la pistoiese Michela Cinquilli a svolgere il suo tirocinio presso il Tribunale del Vicariato di Roma.
Laureatasi in Diritto Canonico con una tesi dal titolo “Il ruolo della mediazione familiare alla luce della riforma dei processi di nullità matrimoniale di Papa Francesco”, presso la Pontificia Università Lateranense, Cinquilli ha svolto presso il tribunale il suo tirocinio, grazie alla collaborazione che da anni contraddistingue l’Università del Papa nel fornire ai propri studenti un approfondimento di prassi giudiziale che permetta loro di completare il percorso di studi in diritto canonico, che li abilita futuri avvocati e operatori giudiziari della Chiesa.

«Un profondo ringraziamento quindi va alle persone, che mettendo a disposizione il loro tempo prezioso, mi hanno accolta e presa per mano conducendomi con dovizia di particolari e umanità, trattandosi di questioni molto delicate nella vita delle persone, nell’immenso mondo della prassi giudiziaria - ha affermato Cinquilli - con professionalità e gentilezza il vice cancelliere Antonio Inguscio, il notaio Licia Colosi, i giudici don Donald Semilla Salsedo e don Maximo Binos, i difensori del Vincolo Daniele Isola e Giuliana Riddei, il Patrono stabile Roberto Livraghi mi hanno accompagnato nel conoscere nel vivo il loro “modus operandi”, che mette al centro la persona umana secondo l’antropologia cristiana. Tre settimane di affiancamento che hanno permesso di indagare e approfondire la fase istruttoria, ossia la raccolta dei mezzi di prova necessari ad accertare i fatti storici controversi, prospettati da parti pubbliche o private, rilevanti per la pronuncia della decisione conforme a principi di verità e giustizia del processo canonico, attraverso la partecipazione alle sessioni istruttorie che hanno permesso attraverso i quesiti posti alle parti, di ricostruire l’accertamento della verità; attraverso il lavoro del difensore del vincolo che in questa fase, assolve ad un munus particolare, quello di proporre ed esporre tutti gli argomenti che possono essere ragionevolmente addotti contro la nullità del matrimonio e qualora non possa farlo, di rimettersi alla giustizia del Tribunale; attraverso il Patrono stabile con i diritti e doveri che ne competono, nella sua rinnovata concezione del diritto di difesa».

Necessità di coniugare due essenziali coordinate

«E’ apparso subito chiaro - ha aggiunto Cinquilli - nell’ascolto e nell’osservazione degli operatori tutti del Tribunale, la necessità di coniugare due essenziali coordinate: la difesa dell’indissolubilità del matrimonio come sacramento e la necessaria ricerca dell’accertamento della verità attraverso lo strumento giudiziario. Questo lavoro “vuole assolvere ad una funzione divulgatrice di una conoscenza e di un operato forse ignoti per i molti non addetti ai lavori, ma presente possibile e attuabile in ogni realtà diocesana”».
Una esperienza formativa sicuramente particolare ma che lascia insegnamenti ulteriori in un ambito particolarmente delicato e complicato come quello dell’annullamento del “si”.

«Anche la funzione di natura giudiziaria deve essere un servizio di accompagnamento del fedele - ha esortato Michela Cinquilli - Si può attuare, all’interno di ogni Diocesi, una pastorale giudiziale, che possa dirsi “in uscita” alla ricerca di persone in situazioni che possono essere oggetto dell’attività dei tribunali, senza aspettare una loro iniziativa, applicando correttamente le nuove norme procedurali, evitando il mantenimento di prassi infondate, accompagnato da una attenta formazione specifica rivolta a parroci, a laici, ad operatori pastorali e dare finalmente attuazione a quella conversione individuale senza la quale saranno inutili tutti i cambiamenti delle strutture.
Solo la presenza costante di persone sacerdoti e laici che si impegnano in un continuo percorso di approfondimento, studio e conoscenza può permettere ciò anche alla luce della continua evoluzione societaria a cui stiamo assistendo e le fragilità a cui la famiglia viene continuamente esposta».

Un'esperienza che arriverà in Diocesi

Pensieri e definizioni che la stessa Cinquilli ha riferito al Vicario Giudiziale del Tribunale, don Luca Sansalone, allo scopo di rendere tutti più consapevoli, partecipi e a conoscenza di come la nostra Chiesa in ambito giuridico-giudiziario si sta muovendo alla luce della riforma del processo di nullità matrimoniale e togliere ogni forma di dubbio e ombra che sulle stesse spesso permane. Anche la nostra Diocesi si sta riorganizzando e ben presto sarà attiva con un servizio giuridico pastorale di supporto, consiglio e informazione per le famiglie in crisi, con persone competenti che sapranno accoglierle ed ascoltare le loro domande circa dubbi sulla validità del loro vincolo matrimoniale.