Cronaca
agliana

Un privato fa causa e la vince, arriva la condanna per il Comune

Dovrà riavere centocinquantamila euro per un complesso immobiliare che non ha mai potuto costruire.

Un privato fa causa e la vince, arriva la condanna per il Comune
Cronaca Pistoia, 12 Dicembre 2021 ore 11:02

Versò oltre 150mila euro al Comune circa un decennio fa, dopo aver avuto il via libera alla costruzione di un immobile. Ma l’operazione non si è mai concretizzata, per una serie di ostacoli trovati lungo il cammino, che hanno poi richiesto anche il ricorso alle vie legali per rientrare dell’ingente spesa sostenuta. E l’esito sembra essere positivo, ma è arrivato solamente pochi giorni fa: rivedrà in toto i soldi spesi solo nelle prossime settimane, dopo il decreto inguntivo del Tribunale di Pistoia, a chiudere un percorso decennale. È la vicenda curiosa che ha per protagonista un privato cittadino, il comune di Agliana e (in parte) il tribunale per una storia iniziata nel lontano 2011.
All’epoca infatti l’uomo richiese all’ente un permesso a costruire, per edificare ex novo un complesso residenziale tra via La Pira e via Piave. L’intento era probabilmente quello di vendere alcuni degli appartamenti, approfittando comunque del fatto che gli effetti più devastanti della crisi del 2008 non fossero ancora arrivati in toto in Italia, per quanto il mercato immobiliare fosse già traballante. E dopo il rilascio del permesso, fu chiamato a depositare 151mila euro presso la tesoreria comunale, come spese di contributo di costruzione.
Un vero e proprio investimento, anche perché il prezzo medio di vendita delle abitazioni di Agliana, Montale e Quarrata è fra i più alti della provincia, anche in virtù della vicinanza con Prato. Qualcosa però andò storto: a causa di difficoltà sopraggiunte in corso d’opera, il privato decise inizialmente di rimandare l’intervento. Con il passare del tempo e con il conseguente decremento del “mattone”, decise evidentemente di tornare sui proprio passi. Ma farsi restiuire il denaro versato si è rivelato un’impresa, con una fase di stallo durata anni. E anche quando nel 2019 un sopralluogo degli addetti comunali certificò l’assenza di costruzioni nell’area indicata e la strada sembrava in discesa, lo scoppio dell’emergenza sanitaria cambiò ulteriormente le carte in tavola: un altro biennio d’attesa, da aggiungere a quelli già trascorsi.
Una prima “tranche” gli è stata corrisposta qualche mese fa a dirla tutta, secondo la modalità del contributo in parola. E anche dopo il decreto del tribunale (notificato all’ente lo scorso 4 novembre, ndr) è stata impegnata la seconda, da 75mila euro, che dovrebbe chiudere definitivamente la vicenda. Con lo smantellamento di un luogo comune: non sempre scommettere sul mattone è redditizio. Ad Agliana anzi, sembra comportare qualche rischio di troppo.