Il punto di Confesercenti

Toscana in zona gialla? Boccata d’aria per le imprese

I dati sull’indice di contagio indicano la Toscana in zona gialla. L’ordinanza del Ministro della Salute dovrebbe confermare la collocazione. Finalmente le imprese possono prendere una boccata d’aria.

Toscana in zona gialla? Boccata d’aria per le imprese
Cronaca Piana, 09 Gennaio 2021 ore 13:23

I dati sull’indice di contagio indicano la Toscana in zona gialla. L’ordinanza del Ministro della Salute dovrebbe confermare la collocazione. Finalmente le imprese possono prendere una boccata d’aria. Intendiamoci essere nella zona gialla si è soggetti sempre a restrizioni non di poco conto. Bar e Ristoranti sono aperti fino alle ore 18.00. Non è certamente un ritorno al lavoro normale, ma almeno si riprende l’attività, fondamentale sul piano economico, ma anche su quello psicologico. Se è impossibile lavorare per tanto tempo si perde l’imprenditore, l’impresa e l’occupazione.

Confesercenti ha sempre sostenuto che non sono le attività commerciali dei negozi di vicinato, di bar e ristoranti le fonti del contagio. Siamo convinti che i titolari di queste imprese sanno quanto siano decisive il rispetto delle regole di distanziamento, l’uso delle mascherine, l’igiene del locali e delle mani. Bisogna rispettare le regole perché da questa consapevolezza dipende la possibilità di restare in giallo, o anche, di migliorare. Essere al minimo dei contagi significa avere a cuore la tutela della salute e lavorare con restrizioni più leggere.

Le imprese sicuramente fanno il loro dovere per applicare le regole. In ogni caso abbiamo sostenuto che devono essere attuati controlli preventivi e anche sanzionatori per colpire comportamenti irresponsabili. Non  tutto però dipende dalle imprese. La Regione e lo Stato devono fare la loro parte. Gli ospedali devono essere dotati di adeguati posti letto, sia per le aree covid, sia per le terapie intensive, il personale medico e infermieristico va incrementato, l’operazione “vaccino” deve essere rapida e efficiente al massimo, il Governo nel prossimo decreto deve prevedere indennizzi finalmente rapportati alle perdite effettive di fatturato per le imprese del turismo, del commercio, dei servizi, così come ovviamente per gli altri settori economici.

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