Cronaca
AGGRESSIONE

Tenta di strangolare un tassista: arrestato un 25enne moldavo

Gli uomini del commissariato di Pescia lo hanno individiato perchè alcuni giorni dopo, il giovane, con precedenti, ha chiamato nuovamente un taxi in forma anonima, con partenza dallo stesso luogo.

Tenta di strangolare un tassista: arrestato un 25enne moldavo
Cronaca Valdinievole, 23 Maggio 2020 ore 12:26

Nei giorni scorsi, personale del commissariato di Pescia è intervenuto presso l’ospedale SS. Cosma e Damiano, dove era stata ricoverata una persona vittima di una rapina con conseguenti gravi lesioni provocate da un tentativo di strangolamento. La vittima, un tassista di Montecatini Terme, la sera precedente aveva ricevuto una richiesta di corsa da un cliente, il quale una volta prelevato, riferiva di doversi recare a Fucecchio. Durante il tragitto, lo stesso precisava di voler andare in una zona nota perché solitamente frequentata da tossicodipendenti.

Il rifiuto di portarlo nella zona frequentatata da tossici

Il tassista, intuendo la situazione di pericolo, fermava il veicolo, rifiutandosi di condurlo in quel luogo. A quel punto il giovane, andando in escandescenze, improvvisamente tirava fuori una cinghia di tela, simile ad un grosso collare per cani, che utilizzava per cingergli il collo con forza, nel frattempo, probabilmente per evitare di essere riconosciuto, danneggiava lo specchietto retrovisore. La vittima riusciva a fatica a fargli allentare la presa ma, temendo il peggio, acconsentiva a condurlo nel luogo indicato dal suo aggressore.

Una volta giunti a destinazione, il giovane, prima di scendere dall’autovettura, gli chiedeva 40 euro per l’acquisto dello stupefacente e le chiavi della macchina. Il tassista, sempre più impaurito per quanto stava accadendo, gli consegnava i soldi, rifiutandosi però di dargli le chiavi del taxi. Il giovane quindi, per impedirgli di andare via, si faceva consegnare il borsello contenente dell’altro contante e i documenti, allontanandosi per qualche minuto.

Durante il tragitto di ritorno, l’aggressore, lo minacciava di pesanti ritorsioni sulla sua persona qualora avesse chiamato le Forze dell’Ordine o denunciato l’accaduto. Sentita la vittima, i poliziotti del Commissariato, avviavano immediatamente le indagini per l’individuazione del responsabile, il quale, tra l’altro, nel tentativo di farla franca, aveva contattato il servizio Radio Taxi in forma anonima, nascondendo quindi l’utenza dalla quale aveva chiamato.

Su delega del P.M. Dott. Luigi Boccia, venivano acquisiti i dati relativi alle utenze di contatto, che tuttavia non davano riscontri sul possibile autore dei fatti.
La sera dell’11 maggio i poliziotti di Pescia venivano informati in merito ad una telefonata giunta al servizio taxi, sempre in forma anonima e con richiesta di corsa con partenza dal medesimo luogo in cui qualche sera prima era stato prelevato l’aggressore. Insospettiti da tale richiesta, i poliziotti si recavano a Pieve a Nievole, nel punto d’incontro indicato dal richiedente la corsa, per identificare il soggetto. Sul posto, al momento della richiesta di documenti da parte della pattuglia della polizia, il giovane si alterava fortemente, rifiutandosi di fornire le proprie generalità.

All’improvviso estraeva dalla tasca un coltello, brandendolo verso gli operatori, i quali prontamente riuscivano ad immobilizzarlo con non poca fatica, anche grazie all’utilizzo dello spray urticante in dotazione. La perquisizione sul posto permetteva di rinvenire anche una catena simile a quella descritta dalla vittima. Condotto negli uffici del Commissariato di Montecatini Terme, il giovane, identificato per D. M., venticinquenne di nazionalità moldava, ma residente in Italia pressoché dalla nascita, con svariati precedenti di polizia, veniva tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per possesso di armi o oggetti atti ad offendere.

Giunti quindi alla compiuta identificazione del soggetto, i poliziotti, anche attraverso le dichiarazioni di alcuni testimoni già individuati, raccoglievano tutti gli elementi di prova che permettevano di ricostruire i fatti accaduti la sera della rapina  al tassista, arrivando quindi ad assicurare alla giustizia l’autore individuato senza alcun dubbio nel medesimo cittadino moldavo.

Sulla scorta di tutti gli elementi raccolti, vista la pericolosità del soggetto, il P.M. Dott. Boccia, richiedeva da subito la misura cautelare della custodia in carcere, che veniva applicata dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia Dott. Alessandro Buzzegoli, già in sede di convalida dell’arresto, facendo sì che D. M. restasse ristretto presso la Casa Circondariale di Pistoia senza soluzione di continuità.

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