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La storia

Spariti 40mila euro di note spese, azienda porta in tribunale ex dipendente

In corso di svolgimento in Tribunale a Pistoia un processo che vede come imputata l'ex dipendente di una importante azienda che opera nella piana pistoiese: accusata di appropriazione indebita.

Spariti 40mila euro di note spese, azienda porta in tribunale ex dipendente
Cronaca Piana, 08 Marzo 2020 ore 07:26

Da una parte una nota azienda italiana leader nella ristorazione automatica, specializzata nella distribuzione di cialde e capsule per caffè, dall’altra una ex dipendente accusata di appropriazione indebita per un valore intorno ai 40mila euro. Sono loro i protagonisti della prima udienza del processo tenutosi nei giorni scorsi davanti al giudice penale Paolo Fontana del Tribunale di Pistoia. Una vicenda pubblicata, nelle scorse settimane, dal Giornale di Pistoia e della Valdinievole, settimanale in edicola in tutta la nostra provincia ogni venerdì.

Appropriazione indebita, azienda porta ex dipendente in Tribunale

Siamo nel luglio del 2015 e N.P., fiorentina ma residente a Pistoia, si occupa per conto della Ivs Italia (che all’epoca dei fatti svolgeva attività a Quarrata mentre adesso la sua sede è ad Agliana) di ricevere gli incassi, sotto forma di contanti e assegni, da parte degli operatori del gruppo della filiale di Quarrata.

«Consegnavamo le stampe dei nostri palmari direttamente a lei – racconta P.R., ex operatore della Ivs dal 2011 al 2018 e testimone della parte civile – oltre ad assegni, contanti e riba bancarie. L’incasso medio giornaliero andava dalle 50 alle 500 euro, dal lunedì al venerdì. Esisteva una stanza in cui noi operatori non entravamo, e che serviva come cassaforte. Noi non ricevevamo nessuna copia con la firma per la consegna dei denari da parte della N.P., la quale era lei che successivamente interloquiva in maniera diretta con la casa madre».

Il testimone ricorda però, che in alcune circostanze, la contabile gli abbia nuovamente chiesto soldi già consegnati.

«In due occasioni, a distanza di pochi mesi (tra febbraio ed agosto 2015) N.P. mi ha sollecitato a versare ancora una volta contanti – ha aggiunto l’uomo - per una cifra intorno ai 400 euro, che mi ricordo per certo di aver già fatto. Lei a quel punto, fece finta di niente, quasi dimenticandosene».
Ad insospettire però i piani alti della Ivs Italia, società con sede a Parma, è il sistema di gestione dati che segnala una sforatura nella filiale di Quarrata, in via del Casone.
«Ogni tre mesi i nostri database incrociano i ricavi forniti dalle filiali – ha detto in aula M.M., residente a Cernusco sul Naviglio, contabile alla casa madre e testimone del pubblico ministero – segnalandoci l’ammanco, su base semestrale, di oltre 40mila euro su Quarrata. Da ulteriore verifica emerse inoltre che le sforature non provenivano dai distributori automatici (le cosiddette gettoniere, n.d.r.) ma dal sistema di fornitura cialde e capsule, gestito dagli operatori. Così riferii quanto appreso direttamente al responsabile della filiale».

La contabile ricorda che prima di muovere accuse precise a N.P., la Ivs si sia impegnata a verificare nuovamente la certezza degli ammanchi.

«Abbiamo controllato che ci fosse una discordanza tra i report degli operatori e la contabilità effettiva – sostiene – dopo attento riscontro dei registri degli incassi e delle vendite. Serviva confrontare di nuovo i documenti e ci siamo resi conto che c’erano uscite per un valore 10 per esempio, e incassi invece per un valore di 2». La prossima udienza in Tribunale a Pistoia è fissata per settembre ed oltre alla ex contabile, verrà ascoltato anche il responsabile della filiale di Quarrata.