Cronaca
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Spaccio di sostanze stupefacenti, in carcere due stranieri

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Pistoia hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia nei confronti di due cittadini marocchini.

Spaccio di sostanze stupefacenti, in carcere due stranieri
Cronaca Pistoia, 23 Maggio 2020 ore 15:56

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Pistoia hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia nei confronti di due cittadini marocchini per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. A fine novembre dell’anno scorso, i militari della stazione di Montale avevano notato l’assidua presenza di due cittadini stranieri nei pressi della stazione ferroviaria, i due, un 57enne ed un 29enne, infatti sostavano ripetutamente all’interno della loro autovettura nelle ore più disparate della giornata, allontanandosi saltuariamente ma facendovi sempre ritorno, circostanza questa che faceva sospettare ai carabinieri una fiorente attività di spaccio con “consegna a domicilio”.

Erano stati notati vicino alla stazione di Montale

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pistoia i militari iniziavano quindi una serie di pedinamenti e di servizi di osservazione e nel corso dei controlli riuscivano ad acquisire le utenze telefoniche in uso ai due soggetti. Autorizzati dal Pubblico Ministero che aveva in carico il fascicolo processuale, venivano acquisiti ed estrapolati i dati dei tabulati telefonici, che permettevano ai Carabinieri di mettere alla luce una vasta rete di contatti telefonici riferibili a persone del pistoiese già conosciute quali assuntori di stupefacenti.
Le successive attività permettevano di accertare numerosissime di cessione di cocaina e hashish con modalità sempre uguali. I due infatti le ritenevano collaudate e sicure:
i vari “clienti” inviavano le “ordinazioni” sui telefoni in uso ai due spacciatori facendo attenzione ad utilizzare sempre un linguaggio criptico per eludere eventuali indagini.

Gli assuntori infatti erano stati “addestrati” ad utilizzare frasi in codice come “mi porti un caffè?” oppure “mi servirebbe una ricarica” per indicare di volta in volta tipologia e quantità di stupefacente. A quel punto partiva la consegna, che veniva di volta in volta effettuata in luoghi diversi, sempre con l’intento di rendere difficoltosi eventuali riscontri delle Forze di Polizia.
Più di mille le cessioni di droga accertate dai carabinieri che, nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti richiesti, e concessi, dalla Procura al Tribunale di Pistoia, hanno rinvenuto nella disponibilità degli arrestati, formalmente nullafacenti, oltre 5000 euro in banconote di vario taglio e diversi telefoni cellulari, verosimilmente utilizzati per l’attività di spaccio

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