Smog, Coldiretti: “Servono parchi mangia polveri in città”

Il principale polo vivaistico italiano (e leader anche in Europa) è pronto a fare la sua parte.

Smog, Coldiretti: “Servono parchi mangia polveri in città”
Pistoia, 15 Gennaio 2020 ore 21:17

“Nella lotta allo smog occorre favorire la diffusione di parchi e giardini in città capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento”. E’ quanto afferma la Coldiretti in relazione al nuovo allarme inquinamento nelle principali città italiane dove sono scattate le misure di limitazione del traffico. Non si può continuare a rincorrere le emergenze, – sottolinea la Coldiretti Pistoia, evidenziando come il polo vivaistico di piante ornamentali pistoiesi è pronto a fare la sua parte-. Siamo interlocutori privilegiati per gli enti locali sia per una consulenza qualificata, sia per la fornitura delle migliori specie di alberi ‘mangia-smog’”.

“Non si può rincorrere le emergenze”

“Bisogna intervenire in modo strutturale con la programmazione promuovendo la diffusione del verde pubblico e privato –precisa Coldiretti- sperimentando anche nuove soluzione innovative come i giardini e gli orti verticali. Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. A provocare lo smog nelle città – continua la Coldiretti Pistoia– è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone in città di appena 32,8 metri quadrati di verde urbano, e la situazione peggiora per le metropoli con valori con valori che vanno dai 6,3 di Genova ai 16,5 a Roma, dai 18,1 di Milano ai 22,6 di Torino fino ai 22 metri quadrati a Bologna. In questo contesto è positiva la conferma il manovra per il 2019 del bonus verde fortemente sostenuta dalla Coldiretti che prevede attualmente una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili”.

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