CRONACA

Smart working negli uffici pubblici: la rabbia degli architetti toscani

È necessario che dentro gli uffici pubblici si prenda coscienza che la mancanza di confronto rende l’attività dei professionisti ancora più lenta ed incerta, aumentando nel  cittadino la già scarsa stima nei confronti di tecnici ed amministrazioni

Smart working negli uffici pubblici: la rabbia degli architetti toscani
Cronaca Pistoia, 11 Dicembre 2020 ore 09:42

La Federazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Toscana denuncia le difficili relazioni con gli Enti Pubblici che tra smart working e mancata digitalizzazione degli archivi si sono mostrati nell’anno della pandemia Covid del tutto impreparati ed inefficaci, causando ritardi e danni enormi all’economia legata al mondo delle costruzione che, proprio in questa fase storica, potrebbe sfruttare la
grande opportunità delle agevolazioni governative del Superbonus 110% per rilanciare il settore, dopo 12 anni di profonda crisi.

“Difficili relazioni con enti pubblici”

“La riduzione della presenza fisica del personale della PA, già nel dopo lockdown della scorsa primavera, ha causato difficoltà di accesso ai servizi o mancate risposte dagli uffici. Il grado di difficoltà è elevato e talvolta insostenibile per accedere agli sportelli degli Enti Pubblici. Non si comprende perché sia possibile parlare con un impiegato di banca attendendo diligentemente il proprio turno, prenotato in anticipo, fuori dal fabbricato e ciò non sia possibile per una Pubblica Amministrazione. La possibilità di interloquire tramite posta elettronica, tramite appuntamento telefonico o video call è spesso disattesa dalla mancanza di riposte alle mail degli uffici pubblici risultando quindi impossibile fissare appuntamenti.

È necessario che dentro gli uffici pubblici si prenda coscienza che la mancanza di confronto rende l’attività dei professionisti ancora più lenta ed incerta, aumentando nel  cittadino la già scarsa stima nei confronti di tecnici ed amministrazioni. Pesa anche il ritardo digitale degli Enti, in particolare dei Comuni. Lo stato degli archivi è drammatico, non solo i documenti sono prevalentemente cartacei, cosa che richiede verifiche di persona, ma l’ordine in cui i documenti sono registrati presenta molte criticità che impongono tempi di ricerca inammissibili ai nostri giorni.

Un vero e proprio sbarramento! Gli Enti locali devono riorganizzarsi, per consentire ai dipendenti pubblici di svolgere i propri compiti in modo efficiente e con strumenti di controllo sulla loro produttività, pur operando in smart working; non è tollerabile che, oltre alle difficoltà della crisi, i professionisti debbano subire anche questi problemi di accesso ai servizi pubblici e non poter svolgere un servizio al cittadino che è suo committente”.

Firmato
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Arezzo, Arch. Antonella Giorgeschi
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Grosseto, Arch. Alessandra Moscadelli
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Livorno, Arch. Daniele Menichini
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Lucca, Arch. Patrizia Stranieri
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Massa Carrara, Arch. Arturo Giusti
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Pistoia, Arch. Paolo Caggiano
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Prato, Arch. Marzia De Marzi
Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Siena, Arch. Nicola Valente

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