Dopo la scarcerazione l’incubo prosegue per un ragazzo pistoiese: “Provato dalle accuse arrivate”

Era stato arrestato per presunti maltrattamenti nei confronti di una bimba di 12 anni ma, dopo quattro settimane di carcere, è tornato libero il ragazzo pistoiese. Il suo legale racconta quel che sta vivendo adesso.

Dopo la scarcerazione l’incubo prosegue per un ragazzo pistoiese: “Provato dalle accuse arrivate”
31 Marzo 2019 ore 17:33

Dopo quattro settimane di carcere a Modena, è arrivata la scarcerazione per il 23enne pistoiese accusato di presunte molestie nei confronti di una bimba di 12 anni che vive sull’appennino tosco-emiliano. Ne ha parlato il legale del ragazzo in una intervista al GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE

Il caso presenta molti lati oscuri

Una situazione apparentemente tranquilla: dalla città alla montagna, da Pistoia all’Appennino – versante bolognese – amico di famiglia di una bambina di 12 anni che improvvisamente racconta ai genitori di aver subito da lui palpeggiamenti, massaggi alla schiena accompagnati da minacce di far male al fratellino più piccolo della bambina se essa stessa avesse raccontato tutto. Da qui il via alle indagini e l’arresto di uno studente 23enne pistoiese finito, nel giro di poche settimane, in un turbinio di emozioni – purtroppo negative – più grandi di lui. Le porte del carcere che si aprono, il trasferimento da Dozza a Modena, e finalmente il ritorno in libertà.

Di questa vicenda se n’era occupato il “Giornale di Pistoia e della Valdinievole” nel numero dello scorso 1° febbraio e adesso, a distanza di un mese, ecco importanti novità. Al giovane, infatti, dopo l’udienza in carcere, il Riesame di Bologna ha revocato la misura cautelare dietro le sbarre che è stata tramutata in un divieto di avvicinamento ad una distanza inferiore ai 100 metri ai luoghi che frequenta la minore.

Scarcerato il ragazzo, parla l’avvocato

«Devo dire che si tratta di una significativa e coraggiosa decisione da parte del Tribunale del Riesame di Bologna – ha ammesso il legale difensore dello studente, Lorenzo Pratesi del Foro di Pistoia – visto che si tratta di una misura decisamente meno afflittiva rispetto a quella del carcere e la più leggera che ci potesse essere di fronte ad una accusa del genere: questo ci autorizza a fare una riflessione, a monte, sulla effettiva consistenza dei gravi indizi di colpevolezza che sono stati mossi nei confronti del ragazzo, che ha sempre respinto ogni accusa circostanziando con assoluta precisione e lucidità le ragioni che rendevano del tutto inattendibile l’improvviso racconto della minore».

Il giovane è tornato a respirare aria di libertà anche se ovviamente la vicenda è tutt’altro che conclusa e, soprattutto, si porterà dietro pesanti scorie.

«Al momento ulteriori considerazioni sono premature da fare – ha proseguito l’avvocato Pratesi – prima ancora che si esaurisse la procedura di riesame la Procura ha comunicato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ed adesso il Tribunale dovrà fissare a breve l’udienza preliminare. Come avevo avuto già modo di dire, è tutta da verificare la consistenza effettiva delle accuse che sono mosse al ragazzo. Devo dire, però, che ci troviamo di fronte ad una indagine in cui è palese la violazione delle linee guida, dei protocolli e delle buone pratiche da rispettare nei casi di ascolto di minori abusati e di questo ne andrà tenuto di conto sin dall’udienza preliminare».

Duro ritorno alla vita di tutti i giorni

L’incubo, però, per il ragazzo nato e cresciuto a Pistoia ma attualmente residente in un paesino della nostra montagna (che non può essere indicato per motivi di tutela dei minori e di tutti i coinvolti nel caso), così come la famiglia della bambina, è tutt’altro che finito.

«Sicuramente le quattro settimane di carcere lo hanno profondamente provato – ha concluso l’avvocato Lorenzo Pratesi – anche perché quando si va in prigione per questo tipo di accuse il trattamento riservato è sempre di forte ostilità. Così, dopo un primo momento di euforia per essere uscito dal carcere di Modena, ha fatto seguito lo stress per il periodo passato e, soprattutto, la preoccupazione per le ricadute che questa vicenda potrebbe avere».

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