La storia del "Giornale"

Sanzionato in casa dopo le visite mediche: parte il ricorso

Un pistoiese è stato sanzionato con i 400 euro di multa dalle forze dell'ordine direttamente nel salotto di casa propria: colpevole di essersi assentato per andare a fare delle cure mediche al San Jacopo. La vicenda, pubblicata nei giorni scorsi dal GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE, l'ha raccontata l'avvocato Consuelo Cecconi che difende l'uomo.

Sanzionato in casa dopo le visite mediche: parte il ricorso
Pistoia, 25 Aprile 2020 ore 12:02

Una storia incredibile che finisce per vie legali: un cittadino pistoiese, costretto per motivi di salute a recarsi tre volte a settimana al San Jacopo per cure mediche, è stato sanzionato per mancata osservanza del Dpcm “anti-contagio” mentre era nella sua casa in collina. Tutto quanto è stato raccontato nell’edizione del GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE uscito lo scorso 10 aprile.

Sanzionato in casa, parla l’avvocato che difende il pistoiese

Vivere in una frazione di prima collina, alle porte della città, come unico residente di quel gruppo di case e doversi recare, per motivi di salute, da solo per tre volte a settimana all’ospedale San Jacopo può essere motivo di contagio anche per vicini di casa che, in realtà, non ci sono? La risposta è si secondo l’incredibile racconto dell’avvocato pistoiese Consuelo Cecconi che difende un suo assistito che è stato sanzionato con una multa di 400 euro, come stabilito dai decreti governativi approntati per contenere la diffusione del contagio da coronavirus.

«Una decisione incredibile quella portata avanti dai Carabinieri Forestali che hanno suonato al campanello del mio assistito e senza ascoltare nessun tipo di giustificazione: appronteremo il ricorso nei tempi consentiti dalla legge (30 giorni, ndr) e, se necessario, andremo ancora più avanti perché siamo di fronte ad una interpretazione alquanto singolare dei decreti approntati dal Governo».

Ma riavvolgiamo il nastro per capire come sono andate le cose. L’uomo vive in un piccolo borgo in collina alle porte di Pistoia, in mezzo ai boschi: sono tutte seconde case e lui è l’unico che realmente ci abita alternandosi con la città per motivi di lavoro. Oltre a questo, però, deve muoversi anche per altro: soffre di una patologia che necessita di cure specifiche da svolgere all’ospedale San Jacopo che sono andate, ovviamente, avanti anche in questo momento di grande apprensione ed afflusso di malati di Covid-19.

«Sale in macchina da solo, scende per fare le terapie e torna a casa» ha aggiunto l’avvocato «e la cosa va avanti da un mese e mezzo oramai».

Poi, il colpo di scena. Lo scorso sabato (siamo a fine marzo, ndr), mentre era in casa a pranzo, suonano al campanello: sono le Forze dell’ordine.

«Gli chiedono immediatamente i documenti – ha aggiunto l’avvocato Cecconi – dicendo che aveva violato i decreti. Si sono giustificati ammettendo che, ogni giorno, vanno a controllare chi usufruisce di seconde case ed alla richiesta del mio assistito di far vedere i documenti medici che attestavano i suoi spostamenti è arrivato il secco diniego».

C’è, però, dell’altro: trovandosi in un borgo di case isolato, e senza persone che ci vivono se non il diretto interessato, come è stato possibile accertare ciò?

«Per raggiungere l’abitazione – ha proseguito Consuelo Cecconi – bisogna lasciare l’auto in un piccolo parcheggio che, da un paio di anni, è dotato di telecamere di videosorveglianza per furti nella zona che ci sono stati in passato e le forze dell’ordine hanno detto di averle utilizzate per tenere sott’occhio il mio assistito. Questa, penso, sia una cosa gravissima visto che non si tratta di persona sottoposta a misure cautelari e che ci sia una sorta di archivio che può essere consultato anche a distanza di giorni».

Come previsto dal decreto, quindi, l’uomo ha dovuto pagare i 400 euro di sanzione – che diventano 280 con la misura ridotta – ma la vicenda non terminerà qui.

«Ovviamente faremo ricorso ed opposizione – ha concluso l’avvocato – anche perché, dopo aver consegnato il verbale e senza sentire ragioni o documenti che accertassero i suoi viaggi in città per motivi di salute, le forze dell’ordine gli hanno anche intimato di andare via di casa senza poterci tornare perché avrebbe potuto portare il rischio del contagio anche nel borgo di case. Una vicenda incredibile, visto che deve anche accudire degli animali ma non ha potuto fare diversamente visto che, se verrà fermato nuovamente per un controllo, la situazione a suo carico potrebbe anche aggravarsi».

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