Confermata la misura

Respinto l'appello, confermati i beni confiscati al commercialista Ignazio Ferrante

Respinto il ricorso presentato dai legali del commercialista Ignazio Ferrante sulla confisca dei beni sequestrati.

Respinto l'appello, confermati i beni confiscati al commercialista Ignazio Ferrante
Cronaca Valdinievole, 05 Febbraio 2021 ore 11:29

La Corte d’Appello di Firenze – III Sezione Penale -, con provvedimento emesso in data 24.09.2021 ha respinto l’appello proposto dal commercialista Ignazio Ferrante  e dagli altri ricorrenti, circa i beni oggetto di confisca,
confermando quanto già proposto dal Tribunale di Firenze con ordinanza del 12.06.2019.

Respinto l'appello del commercialista Ignazio Ferrante

L’ordinanza emessa dalla Corte d’Appello di Firenze concerne i beni sottoposti a sequestro e contestuale confisca nell’ottobre del 2017 da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia nel corso dell’operazione di servizio denominata “OCTOPUS”. Nella specifica circostanza, furono sottratti alla diretta e/o indiretta disponibilità di Ignazio Ferrante di 10 fabbricati, 6 complessi aziendali, 83 effetti cambiari e 1 conto corrente per un valore complessivo di euro 1.894.078 euro.

Le indagini patrimoniali, svolte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pistoia sotto la direzione della Procura di Firenze, diretta dal Dottor Giuseppe Creazzo, trassero spunto dalla condanna definitiva per associazione di tipo
mafioso del commercialista e dagli esiti delle indagini penali condotte dalla Procura della Repubblica di Pistoia, nei confronti del predetto Ignazio Ferrante (destinatario della misura di prevenzione), nonche’ di altre decine di soggetti, indagati per i reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffe.

Il provvedimento emesso a suo tempo dal Tribunale di Firenze su richiesta del Procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dei Sostituti Procuratori Antonino Nastasi e Fabio di Vizio della Procura di Firenze, fu eseguito nei confronti del
citato Ferrante Ignazio 53 anni, di professione commercialista, in contatto con “cosche calabresi”. Lo stesso, era a capo di un sodalizio criminale, operante in Pistoia, dedito al riciclaggio di denaro sporco proveniente da attivita’ illecite connesse a reati plurimi, tra i quali: usura, bancarotta fraudolenta, esercizio abusivo del credito nonche’ reati contro il patrimonio.

Le attività di riscontro complessivamente eseguite permisero di rilevare elementi di specifico rilievo nell’ambito di applicazione della normativa di cui al D.Lgs. 159/2011. In particolare, l’attivita’ svolta fece emergere una fitta rete di attivita’ commerciali, beni mobili ed immobili, ubicati nelle province di Pistoia e Firenze, intestati a soggetti terzi prestanome. Tale complesso patrimoniale non ha poi trovato adeguata giustificazione nei redditi ufficialmente percepiti, ne’ da parte del Ferrante ne’ da parte dei soggetti intestatari.

L’attivita’ svolta s’inquadra in una piu’ ampia strategia che, basata sul coordinamento dell’Ufficio per le misure di prevenzione e per il contrasto ai patrimoni illeciti della procura di Firenze, permette di contrastare a 360° l’evasione fiscale ed il conseguente illecito arricchimento anche attraverso l’applicazione della normativa antimafia.