Cronaca
INTERVENTO

Reparto Carabinieri Biodiversità: salvati un capriolo e un istrice

Due interventi dei reparti forestale, uno relativo al salvataggio di un istrice ed uno relativo al rinvenimento di un piccolo “Bambi”.

Reparto Carabinieri Biodiversità: salvati un capriolo e un istrice
Cronaca Montagna, 28 Maggio 2020 ore 09:56

Nella Provincia di Pistoia il Reparto Carabinieri Biodiversità ha il delicato compito di gestire un patrimonio naturale unico nell'intero complesso dell'Appennino: Le Riserve Biogenetiche di Abetone, Pian degli Ontani e la Riserva Biogenetica e Orientata di Campolino a cui si va ad aggiungere la Riserva Biogenetica di Acquerino, localizzata a una quota meno elevata. Le prime sono infatti caratterizzate dall’elevata altitudine e da una morfologia accidentata in cui a macereti e a balzi rocciosi si alternano depressioni di origine post-glaciale (Le Lamacce), piccoli laghi (Lago del Greppo) e pendici ricche di boschi.

Gli interventi dei rispettivi reparti forestali

 

In quest’ambito si inquadrano due interventi dei rispettivi reparti forestale, uno relativo al salvataggio di un istrice ed uno relativo al rinvenimento di un piccolo “Bambi”:

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Cosa può esserci di più tenero e dolce di un cucciolo indifeso e apparentemente abbandonato? A maggior ragione se ci appare solo, nel mezzo di un bosco ed impaurito. E che dire se a tutto ciò si aggiunge che si tratta di un cucciolo di capriolo! Deve essere ciò che ha percepito un assistente tecnico intervenuto sulle linee telefoniche in località Stazzana, nei pressi di Cireglio nel pomeriggio di martedì 26 maggio.

Nella certezza di compiere un gesto caritatevole e di solidarietà con il piccolo di capriolo, il rinvenitore lo ha condotto ad un vicino cantiere edile, dove uno degli operai a lavoro ha avvisato i Carabinieri che sono prontamente intervenuti attivando la pattuglia in Servizio 1515 (numero di emergenza ambientale dei Carabinieri Forestali). Sono giunti sul luogo della segnalazione i Carabinieri Forestali del Nucleo Tutela Biodiversità di Abetone che, dopo aver constatato le condizioni del piccolo, hanno provveduto a contattare e a consegnare il cerbiatto al centro di recupero “Associazione Amici della Terra ONLUS” operante per la ASL Veterinaria della Città Metropolitana di Firenze.

Il piccolo è sicuramente in buone mani, ma il finale avrebbe potuto essere certamente più lieto. I cuccioli di animali selvatici infatti, a meno che non vengano trovati in grande difficoltà o feriti, non devono essere prelevati dal loro ambiente naturale. Quello che può essere interpretato dall’uomo come uno stato di abbandono è solo una delle condizioni tipiche della selvaticità degli animali. I cuccioli selvatici, infatti, nello specifico i più piccoli, non seguono le madri in cerca di cibo, ma rimangono in attesa del loro ritorno, nascosti nei propri rifugi. Il prelievo di un cucciolo da parte dell’uomo, seppur dettato da un profondo e sincero sentimento di tenerezza e dall’idea di soccorrerlo, provoca una separazione del piccolo dalla madre che si traduce in un periodo prolungato senza allattamento che, per i più piccoli, può causare un forte indebolimento e nella maggior parte dei casi lo destina ad un sicuro abbandono da parte della madre stessa. Infatti, l’odore derivante dal contatto dell’uomo con il cucciolo inibisce la madre ad avvicinarlo nuovamente, costringendola così all’abbandono.

Dunque, il più grande gesto di amore e di rispetto che possiamo compiere nei confronti degli animali selvatici è lasciarli laddove vengono avvistati e non toccarli, ma, nel dubbio che siano in difficoltà, contattare il numero di emergenza ambientale 1515 o il numero unico di emergenza 112 e rappresentare la situazione ai Carabinieri Forestali che forniranno le giuste indicazioni per la salvaguardia degli animali selvatici.

Di diversa natura invece l’intervento del Gruppo Carabinieri Forestale: Alla stazione Carabinieri Forestale di Pescia la sera del 28 giungeva la segnalazione di un cittadino su una “intrusione” anomala. Un istrice (Hystrix Cristata) si era infatti intrufolato nell’abitazione sita in Buggiano cercando poi riparo all’interno del forno a legna del chiamante. I carabinieri forestali intervenivano e, dopo non poche difficoltà per non traumatizzare il roditore, riuscivano, insieme a personale dell’associazione “amici della terra” a recuperarlo per affidarlo poi al servizio recupero fauna selvatica della Regione Toscana.

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