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Raddoppio: galleria sempre in ritardo…di 80 metri

Si torna a discutere del primo lotto del raddoppio ferroviario e della galleria di Serravalle e, come sempre accade, si riaccendono immediatamente le polemiche

Raddoppio: galleria sempre in ritardo…di 80 metri
Cronaca Pistoia, 28 Febbraio 2021 ore 09:00

Si torna a discutere del primo lotto del raddoppio ferroviario e della galleria di Serravalle e, come sempre accade, si riaccendono immediatamente le polemiche. Non che la questione avesse mai smesso di essere al centro dell’interesse generale, ed in particolare di quello dei cittadini dei comuni interessati, ma i fari sono stati riaccesi a seguito dell’ultimo, concitato, consiglio comunale a Montecatini;in particolar modo dal consigliere del Movimento 5 Stelle Simone Magnani che, parlando dell’ipotetico terzo lotto – ovvero quello che, in teoria, dovrebbe riguardare la tratta Montecatini-Pescia – ha puntato il dito anche sui ritardi nella realizzazione del primo lotto che doveva essere consegnato alla fine del 2019.

«Sembra che la galleria di Serravalle venga scavata a mano, siamo indietro 18 mesi» ha commentato scherzando, ma non più di tanto, il consigliere 5 Stelle riferendosi alla lentezza dei lavori che stanno facendo ritardare tutto il resto. La battuta non è passata in sordina, riaprendo la discussione e le domande sull’effettivo andamento dei lavori e sulla fine degli stessi, con tempistiche che paiono ancora piuttosto lunghe come sottolinea il presidente del Comitato per il Territorio di Pistoia Filippo Capaccioli, tecnico dalla lunghissima esperienza in fatto di importanti opere pubbliche in giro per l’Italia, e da sempre piuttosto critico nei confronti del modus operandi di Rfi e Ati.

«Difficile, se non impossibile, che i lavori vengano consegnati prima del 2022» le parole in sintesi di Capaccioli che riporta quanto riferitogli da alcuni tecnici della ditta che si sta occupando dei lavori: «La scadenza per la consegna del primo lotto era prevista per la metà di dicembre 2019, ma ad oggi è quantomai evidente come quella scadenza sia stata non rispettata – ha detto Capaccioli – Ad oggi siamo giunti a quattordici mesi diritardo, mesi che per forza di cose sono destinati ad aumentare. Basandomi su quelli che sono i report del Comune in merito alla galleria, rimarrebbero ancora da scavare 80 metri lineari del cunicolo, che poi dovrà essere allargato, e 150 metri di rivestimento per il completamento della galleria. Stando al cronoprogramma comunicatomi da Ati circa un mese fa, serviranno ancora circa dodici mesi di lavori per ultimare il tutto, ma la nostra previsione è invece di almeno sedici. Se facciamo il conto, rispetto alle previsioni iniziali la consegna slitterebbe ben oltre i due anni, con un ritardo che potrebbe attestarsi tra i 26 e i 28 mesi, o forse anche di più».

Ma se sono ormai noti i problemi relativi alla galleria, e i disagi che alcuni cittadini si sono ritrovati a dover affrontare, per Capaccioli rimane inconcepibile che «a causa dei lavori a rilento nella galleria, nei restanti chilometri si vivacchi. Nel momento stesso in cui Rfi ha accettato che il lavoro nella galleria si svolgesse con una produzione di otto metri al mese, ha di conseguenza accettato i ritardi che ne conseguono, ma ciò non è una giustificazione per non proseguire a pieno ritmo sulle altre zone del Lotto 1 – ha continuato – Non è accettabile che, a causa di circa trecento metri, vengano bloccati o rallentati i lavori nei restanti oltre dieci chilometri. È una contraddizione in termini, le due cose non sono assolutamente collegate come sembra vogliano dare ad intendere».

Inoltre, c’è anche un problema di sicurezza da non sottovalutare. «Lasciare un cantiere aperto comportasempre dei rischi. Non vorrei che si arrivasse a quella classica condizione in cui spunta sempre fuori un motivo o una ragione che porta a non finire i lavori». Infine, pur puntando il dito contro i «responsabili dei ritardi» accusati di «eclatante dimostrazione di incapacità progettuale ed esecutiva», ecco la proposta, o forse la provocazione, per i prossimi mesi: «Adesso c’è il Covid a mettere il bastone tra le ruote, ma come Comitato ci piacerebbe organizzare una conferenza aperta invitando tutti i tecnici coinvolti, così che possano darci le spiegazioni richieste e giustificare le scelte fatte».

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