Cronaca
Pescia

«Pronto il progetto per una casa di accoglienza»

L’assessore Fiorella Grossi ha spiegato come saranno utilizzati alcuni beni confiscati a organizzazioni malavitose

«Pronto il progetto per una casa di accoglienza»
Cronaca Pistoia, 21 Novembre 2021 ore 09:00

In provincia di Pistoia, grazie al lavoro preparatorio condotto dal Nucleo di supporto della Prefettura diretto dal Viceprefetto Aggiunto Eugenio Di Agosta, sono stati individuati ventidue beni confiscati definitivamente a organizzazioni malavitose, sei nel Comune di Pescia, uno in quello di Chiesina Uzzanese e 14 in quello di Buggiano, in larga parte ancora occupati dai familiari degli appartenenti alle organizzazioni criminali cui i beni sono stati confiscati.

Grazie alle indagini di Prefettura e Nucleo di supporto sono state risolte le criticità che impedivano un utilizzo concreto dei beni, e stanno per essere pianificate le attività di sgombero forzoso, rendendo finalmente fruibili tali beni alla collettività.

Un risultato, questo, reso possibile dall’attività di coordinamento e di intelligence territoriale posto in essere dal Nucleo di supporto prefettizio, al lavoro con tre obiettivi: garantire il confronto con la rete dell’associazionismo e favorire il dialogo territoriale, affinché potesse essere sviluppata la conoscenza degli stessi beni presenti sul territorio così da suscitare interesse nella collettività per la loro gestione; sensibilizzare gli enti locali in merito alle possibilità progettuali allo scopo di favorire la concreta attuazione di iniziative; restituire i beni confiscati alla collettività attraverso la realizzazione di progettualità con marcati riflessi sociali, contribuendo ad affermare il rispetto della legalità sul territorio.

Al Comune di Pescia sono stati assegnati un’abitazione indipendente di sei vani di 125 mq e cinque terreni limitrofi, per una superficie complessiva di 575 mq, siti nella zona sud del territorio comunale, su cui l’amministrazione comunale realizzerà un progetto dedicato a minori non accompagnati.

«Avevamo realizzato un progetto per l’accoglienza di minori non accompagnati - ha spiegato l’assessore con delega al Sociale, Fiorella Grossi - in seconda battuta, in prima non erano stati reperiti i fondi necessari, ci è stato finanziato per un importo di poco inferiore ai 300mila euro.

Contemporaneamente abbiamo avuto notizia dei beni confiscati alla mafia; per questo abbiamo iniziato un confronto, attraverso la Società della Salute della Valdinievole, per cercare di individuare delle associazioni che potessero avere interesse a lavorare in questo settore. Solo in seguito abbiamo finalmente avuto maggiori informazioni sul bene che ci è stato destinato dalla Prefettura, del quale abbiamo appurato che presenta le caratteristiche necessarie per poter essere utilizzato con le finalità che ci interessavano.

Adesso dobbiamo far quadrare il cerchio - ha concluso- se ci riusciremo, metteremo insieme due fattori sicuramente importanti: riusciremo a far partire il programma di accoglienza dei minori non accompagnati, utilizzando per finalità sociali un bene recuperato confiscandolo alla malavita organizzata».