Segno di protesta

Nuovi progetti di vita indipendente per i diversamente abili, il Csdh a sostegno della protesta

Il Csdh aderisce alla protesta portata avanti nei confronti della Regione Toscana in merito ai problemi legati ai nuovi progetti per la vita indipendente per i diversamente abili: le motivazioni nelle parole di Giancarlo Naldoni.

Nuovi progetti di vita indipendente per i diversamente abili, il Csdh a sostegno della protesta
Pistoia, 03 Agosto 2020 ore 13:10

Il referente del CSDH pistoiese, Giancarlo Naldoni, analizza il momento delicato di poco dialogo fra il modo dei diversamente abili e la Regione Toscana dando l’appoggio della sua associazione alla protesta in atto.

CSDH a sostegno della protesta contro i nuovi progetti di vita indipendente

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal Centro Studi e Documentazione sull’Handicap di Pistoia.

In merito all’azione di protesta in corso a Firenze presso il palazzo della presidenza della giunta della Regione Toscana, per contestare la delibera n. 814 concernente le linee di indirizzo regionali per la presentazione di progetti di vita indipendente per persone con gravi disabilità; l’associazione Centro Studi e Documentazione sull’handicap fa presente quanto segue:

Il contenuto della delibera in questione è davvero di una gravità inaudita, specie per ciò che concerne la cifra stanziata per il contributo massimo: si passa cioè da € 1800 a 1200 euro mensili; nonostante il fondo nazionale per la non auto sufficienza sia stato notevolmente incrementato. Di conseguenza, probabilmente, ci sarà una “rivisitazione” anche degli attuali importi percepiti dalle persone inserite in progetti di vita indipendente. Si tratta di progetti che varie Regioni d’Italia attuano per consentire a persone che versano in situazione di grave disabilità di gestire le proprie attività quotidiane ovvero avere la possibilità di auto determinare la propria esistenza nonostante l’assenza o residua capacità di autonomia. Ciò avviene attraverso l’assunzione diretta di uno o più assistenti personali con il compito di eseguire azioni che la persona disabile non può compiere da solo, ma in grado di decidere di compiere. A tal fine le persone indicate necessitano di una assistenza giornaliera che oscilla da un minimo di 7 ad un massimo di 12 ore (per necessità anche notturne) per cui anche l’attuale cifra massima che la Regione Toscana stanzia per tale intervento, può, in talune situazioni, risultare inadeguata; il ridurla ulteriormente significa, negare le libertà fondamentali riconosciute a tutti i cittadini italiani, costringendo, di fatto, tante persone indicate a vivere in istituti o perennemente alla mercè assistenziale dei propri familiari. I soldi ci sono! Devono essere spesi per le finalità suddette!

Riteniamo che una struttura culturale e sociale civile e democratica a tutti gli effetti sarebbe capace di rispondere a questa regolare richiesta umana. Invece, oltre alle mancate risposte, assistiamo a continue  aberrazioni nel dispersivo contesto dei “diritti umani”. Diritti negati con ovvia superficialità e messi forse anche in discussione, tra le quinte di un sistema logoro e antidemocratico. Ci chiediamo cos’altro sia necessario per affermare l’esistenza di questa drammatica realtà che, a discapito di chi non conosce queste condizioni, emergere con sempre più coraggio. Se ciò che viene ricercato, da parte di chi non risponde a tale richiesta umana indiscutibile, è l’autorità di negare il benessere e la libertà, per tenere in bilico vite umane, è ovvio che la risposta di tutti noi che siamo al fianco della disabilità – condizione potenzialmente comune, tanto è attualmente precaria la sicurezza in questa nazione europea – è e sarà importante.

Ci schieriamo per sostenere la protesta portata avanti da chi lotta e da anni vive tutte le complicazioni che si sono create. Si è formata una lista di trecento persone che sicuramente non può che bloccare ulteriormente le attese di una futura vita davvero “indipendente” e – nonostante le proteste e richieste di intervento alla Regione Toscana – si è aggirato il problema evidenziando la discrepanza tra livello nazionale e toscano, valutando quest’ultimo come il maggiore erogatore di finanziamenti per i progetti di Vita Indipendente. In realtà i soldi destinati a tale scopo c’erano: un milione e ottantamila euro (Marzo 2019) stanziati dal governo centrale più ulteriori circa nove milioni di euro con il decreto rilancio.

Quale dunque il problema? I progetti di vita indipendente non soddisfacevano le reali necessità ed urgenze di queste persone che hanno bisogno di una continua assistenza, come anche il diritto insindacabile di vivere in modo più umano e libero la propria vita già così complessa e magari incomprensibile per coloro che non si sono mai trovati privati della loro indipendenza e autonomia! Nonostante il Presidente Enrico Rossi si fosse impegnato pubblicamente nel Novembre e Dicembre 2018 ad incontrare le associazioni e quindi affrontare la delicata e fondamentale questione, non vi è mai stato questo fatidico colloquio promesso e tradito.

Questa dunque la storia che poi ha condotto le associazioni del settore al 27 luglio quando – oltre alla protesta – si è arrivati all’occupazione della Sala Pegaso di Palazzo Sacrati (29 Luglio) da parte di Luigi Gariano ed un suo amico tetraplegico (dovuto uscire per problemi di salute). Il centro Studi e Documentazione sull’Handicap solidarizza e aderisce alla protesta in corso.

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