POLITICA

Presentata la lista del Partito Comunista Italiano

Torna sulla scheda elettorale in Toscana dopo più di trent’anni e lo fa con quattro candidati: Roberto Palandri (capolista), Paolo Pomerani, Paola Scannerini e Simona Campani.

Presentata la lista del Partito Comunista Italiano
Pistoia, 15 Settembre 2020 ore 13:34

Fra le ultime a presentarsi in città la lista del Partito Comunista Italiano che torna sulla scheda elettorale in Toscana dopo più di trent’anni e lo fa con quattro candidati: Roberto Palandri (capolista), Paolo Pomerani, Paola Scannerini e Simona Campani, unica presente fra l’altro all’incontro con la stampa.

Quattro candidati con Palandri capolista

«Gli altri compagni sono a lavoro e con impegni vari: viviamo un momento particolare dove mancano i fondi per le emergenze e, per noi, andrebbero presi dalla spesa militare: spendiamo 100 milioni di euro al giorno per mantenere le basi che fanno si che l’Italia non sia un paese libero ma un vassallo degli Stati Uniti» hanno tagliato corto gli organizzatori.

Lavoro, sanità e maggiori investimenti per la scuola pubblica i cavalli di battaglia del programma del Pci. «Una emozione rivedere questo simbolo sulla scheda» ha detto il segretario provinciale Paolo Emanuelo Zara.

Lunga arringa, invece, da parte del membro della segreteria nazionale Patrizio Andreoli.
«La Toscana ed il Paese hanno bisogno di una nuova leva politica che abbia con se il patrimonio dell’antifascismo – ha detto – questo territorio è peggiorato rispetto a trent’anni fa e ci sono responsabilità precisi, per questo siamo alternativi al Pd. Le criticità maggiori le ritroviamo sulla sanità, visto che si paga tre volte la fiscalità che da altre parti, sulle infrastrutture con l’arrivo di una mobilità qualificata e veloce soprattutto a vantaggio dei lavoratori pendolari che si muovono per la Toscana andando verso uno sviluppo sostenibile di Peretola e far si che Pisa diventi lo scalo internazionale della nostra regione. Infine, il nuovo piano generale del lavoro: deve essere abbattuto l’addizionale regionale Irpef e l’Irap. Noi siamo contrari al Mes perché si tratta soltanto di un ricatto sociale nei confronti del Paese ma siamo per il Recovery Fund».

Ma di fronte alla eventuale vittoria del centrodestra, il Pci cosa ne pensa? «Ci sono differenze valoriali fra il Pd ed il centrodestra fascista portato avanti da Fdi con, in più, la Lega ma nelle scelte fatte i poli sono sovrapponibili. Votare Pci serve per due motivi: per la storia e per essere la tenuta migliore che c’è contro il leghismo ed il fascismo e per il nostro posizionamento coerentemente ancorato a sinistra».

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