Pescia Cambia: “Piena fiducia in Giurlani, la Liberazione un valore che non possiamo mettere in discussione”

"L’accanimento a livello personale della minoranza è uno spettacolo che la città di Pescia non merita di vedere".

Pescia Cambia: “Piena fiducia in Giurlani, la Liberazione un valore che non possiamo mettere in discussione”
Valdinievole, 25 Aprile 2019 ore 11:29

Dopo il consiglio comunale di mercoledi  sera interviene il gruppo consiliare di Pescia Cambia:

“Come gruppo consiliare vogliamo prendere le distanze da quanto avvenuto durante la seduta di mercoledi sia per quanto riguarda i ripetuti attacchi e le offese al sindaco Oreste Giurlani che per le affermazioni del consigliere Melosi sulla ricorrenza del 25 aprile".

Il movimento conferma l'appoggio al sindaco

"Sul sindaco ribadiamo la nostra fiducia nella sua persona e il giudizio straordinariamente positivo sull’azione di governo in questi primi mesi di mandato. L’accanimento a livello personale della minoranza è uno spettacolo che la città non merita di vedere, perché mai si parla di provvedimenti, ma si tratta sempre di attacchi all’uomo e non al politico, quindi contrari a ogni etica. Per quanto ha dichiarato Melosi, riteniamo inaccettabili le parole rivolte dal consigliere, nell’ultima seduta di consiglio comunale, nei confronti di chi si è battuto e sacrificato per la democrazia e la libertà".

L'associazione poi ha ribadito l’assoluta apoliticità del movimento civico e quindi il rispetto per le varie posizioni ideologiche e politiche dei suoi componenti, perciò non possono accettare che la democrazia e la costituzione vengano oltraggiate, perché sono valori indiscutibili e non negoziabili.

"Come ha detto anche Giurlani presentando le iniziative del 25 aprile, senza la Liberazione  non ci sarebbe democrazia e, senza democrazia, non ci sarebbero consiglieri o sindaci eletti dalla cittadinanza; se tutti noi consiglieri siamo qui a svolgere questo servizio per la comunità è perché siamo parte integrante di un sistema  democratico, che non può essere tollerato solo quando si concorre alla carica di sindaco e accantonato una volta finite le elezioni. Perché quando un cittadino decide di candidarsi come sindaco, lo deve anche e soprattutto a quanto celebrato il  25 aprile e a tutto quello che questa data si porta dietro. Quindi chiediamo a tutti, sia pure nel rispetto delle posizioni e idee personali, che certi capisaldi della democrazia non vengano messi in discussione in contesti ufficiali come il consiglio comunale, come è avvenuto mercoledì".

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