Botta e risposta

L’affondo di Pescia Cambia al Pd: “Fate solo populismo sulla questione delle antenne a Veneri e in Valleriana”

Tocca alla maggioranza che sostiene il sindaco Oreste Giurlani con "Pescia Cambia" attaccare il Pd locale per quanto riguarda le installazioni delle antenne telefoniche sul territorio: "Invece di populismo, chiedete al vostro partito che è al Governo di dare maggiori poteri ai Comuni" l'affondo.

L’affondo di Pescia Cambia al Pd: “Fate solo populismo sulla questione delle antenne a Veneri e in Valleriana”
Valdinievole, 26 Agosto 2020 ore 14:55

Sul delicato argomento delle installazioni di antenne telefoniche sul territorio pesciatino, la lista civica “Pescia Cambia” maggioranza in Comune attacca il Partito Democratico alla luce degli ultimi sviluppi.

“Pescia Cambia” all’attacco del Pd sulle antenne telefoniche

Riceviamo e pubblichiamo l’affondo di “Pescia Cambia” nei confronti del Partito Democratico per quanto concerne le installazioni di antenne telefoniche in Valleriana.

Quando invece di fare informazione, anche critica, si preferisce fare un po’ di populismo a buon mercato: ecco il Pd pesciatino sulla questione delle antenne. La popolazione su questa questione e’ giustamente molto sensibile e chiede risposte precise e soprattutto veritiere. Come hanno ampiamente spiegato il sindaco e gli assessori nell’assemblea di giovedi scorso a Veneri, l’installazione delle antenne per la telefonia mobile e’ regolata da legge nazionale, il famoso decreto Gasparri, che ha classificato di interesse nazionale questi impianti, ora ulteriormente rafforzato dal decreto semplificazione del governo Conte. Questi impianti sono vincolati quindi dal parere Arpat, sempre, e da quello della Sovrintendenza, nei siti sottoposti a vincolo, come nel caso di Pontito nel nostro comune. La possibilità dei comuni di dotarsi di un piano della telefonia, a cui fa rifermento in modo strumentale il Pd pesciatino, serve nella sostanza ad individuare e a circoscrivere i siti protetti che sono esclusivamente le scuole, gli ospedali e le RSA che diventano automaticamente zone di divieto, cosa che le aziende sanno già benissimo.

Per il resto del territorio i comuni possono indicare siti preferenziali per l’installazione di questi impianti, di solito aree di proprietà pubblica, ma che non hanno nessun valore obbligatorio per gli operatori telefonici, men che meno l’obbligo di concentrare in un sito più impianti di diverse aziende. Quindi l’unica vera opportunità che ha ogni comune, è quella di aprire un confronto con la singola azienda per proporre propri siti, chiedendo azioni di ristoro e compensazioni sui singoli interventi basandosi sulla  competenza residua dei permessi urbanistici ed edilizi, situazione che, ad esempio, ha permesso di bloccare i lavori ad Aramo. Del resto, questo confronto si e’ svolto con esito positivo anche per l’impianto di Veneri, già collocato da Wind il localita’ Colle del lupo con tutte le relative autorizzazioni.

Rivolgiamo quindi una preghiera al Pd pesciatino : invece di lanciarsi in inutili e fuorvianti crociate contro Giurlani, si relazioni con i propri rappresentanti romani e visto che e’ parte del governo, spinga perché venga dato di nuovo un ruolo pregnante ai Comuni su questa materia. Di questo si deve assumere le proprie responsabilità, invece di attribuirla, strumentalmente, a Giurlani.

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