La protesta

Ospedale di Pescia, proteste dei lavoratori, Pialli e Bernicchi (Fisascat Cisl): “Situazione insostenibile”

Un clima pesante e di disagio nell'ambiente di lavoro, con le lavoratrici che sono ormai al limite della sopportazione

Ospedale di Pescia, proteste dei lavoratori, Pialli e Bernicchi (Fisascat Cisl): “Situazione insostenibile”
Cronaca Piana, 13 Febbraio 2021 ore 12:00

Una situazione inaccettabile è quella piovuta addosso ai dipendenti della società Rekeep nell’appalto dei servizi di pulizia all’interno dell’ospedale di Pescia, e che si prolunga dal primo giugno 2019, quando si sono visti stravolgere gli orari di lavoro rispetto alla precedente gestione. “Nonostante i numero incontri e la disponibilità delle Oss nei confronti dell’azienda per trovare una soluzione -spiegano i referenti della Fisascat  Cisl Il segretario Simone Pialli e il funzionario Giovanni Bernicchi  – ad oggi non ci sono stati sufficienti passi in avanti. Dall’organico originario sono uscite 14 persone a tempo indeterminato e Rekeep sta cercando di colmare i vuoti dilatando l’orario dei lavoratori rimasti che si trovano a entrare alle 5 di mattina per provvedere alla pulizia di ambienti di cui fino a dieci giorni fa si occupavano tranquillamente nel pomeriggio. Inoltre sono costretti a una sorta di “gara” tra chi si aggiudica per primo il materiale necessario che, nonostante il periodo di pandemia, scarseggia sempre di  più”. “L’azienda – continuano i referenti della Fisascat  Cisl Il segretario Simone Pialli e il funzionario Giovanni Bernicchi –  ha assunto figure a tempo determinato e interinali che però  non sono servite a alleggerire i carichi di lavoro in quanto l’azienda ha negato gli affiancamenti necessari a una adeguata sanificazione”. Risultato: un clima pesante e di disagio nell’ambiente di lavoro, con le lavoratrici che sono ormai al limite della sopportazione. “Non è più tollerabile l’eccesso di stress che i lavoratori devono sostenere i quali  oltretutto, per le poche ore di sanificazione, se non svolgono una buona pulizia si vedono recapitare lettere di contestazione. Dalla Rekeep ci si aspettava un piano di lavoro che portasse a una svolta all’interno di quell’appalto, ma dopo quasi due anni sono ancora in fase di sperimentazione – sottolineano – . Porteremo la situazione all’attenzione della direzione sanitaria, già messa al corrente più volte delle problematiche. Anche in piena fase epidemiologica le lavoratrici che tra l’altro operano con un contratto nazionale scaduto da oltre 8 anni, si trovano in prima linea a svolgere la loro attività in tempi ristretti con pesanti carichi di lavoro e oltretutto umiliate durante i controlli fatti dalla ditta e dall’Asl una volta alla settimana e che costringono la dipendente a sostenere una sorta di esame per dimostrare che effettua i passaggi di sanificazione. Confidiamo in una doverosa verifica da parte della committenza soprattutto nell’interesse dei cittadini per garantire a loro una buona sanificazione degli ambienti”.

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