Il progetto

“Orti Urbani”: un successo oltre le aspettative

Tutti i posti messi a disposizione della cittadinanza sono stati assegnati, ma ci sono ulteriori richieste in lista d’attesa

“Orti Urbani”: un successo oltre le aspettative
Cronaca Prato, 13 Febbraio 2021 ore 09:30

È stata approvata il 25 gennaio scorso la graduatoria definitiva con la quale sono stati assegnati 66 “Orti Urbani” ad altrettante famiglie quarratine, le quali potrebbero presto diventare 70.
«Sono ormai diversi anni che portiamo avanti questa iniziativa – ha affermato il sindaco Marco Mazzanti – nacque come scommessa della nostra Amministrazione per vedere se c’erano persone nella nostra città volenterose di avere a disposizione un orto da lavorare. È stata certamente una scommessa vinta, visto che tutti gli spazi disponibili sono stati occupati. Abbiamo fatto un progetto con la Regione Toscana per l’investimento in questo ambito di 100mila euro, di cui 30mila comunali, con i quali sono state realizzate due aree di parcheggio e due zone di ritrovo per i fruitori degli orti con tavolini e altre comodità per favorire la socialità.
La popolazione quarratina ha risposto davvero bene a questa iniziativa e ne siamo molto soddisfatti. In questo modo i fruitori possono produrre alcuni prodotti e questo porta loro sicuramente ad un risparmio».
Per poter avere questi orti c’è una speciale graduatoria, alla quale si accede con determinate caratteristiche quali la residenza nel comune, non avere terreni di proprietà e l’avere un Isee basso. Per potervi accedere inoltre si paga una tassa annuale di 50€. Il soggetto gestore degli orti sociali è l’associazione temporanea di scopo “La Querciola”, della quale fanno parte esponenti dell’associazione Amici Casa di Zela, dell’Oasi agrituristica Baugiano e della Cooperativa l’Orizzonte. La responsabile è Stefania Corrocher.
«Siamo arrivati al traguardo di  64 famiglie che utilizzano i nostri orti – ha affermato Marco Meoni, rappresentante dell’Ats “La Querciola” – e presto arriveremo a 70 grazie ad un nuovo appezzamento di terra disponibile. Gestire 70 persone non è certo semplice, ma abbiamo un regolamento interno che prevede una serie di comportamenti da rispettare. I lotti sono grandi 150m² l’uno: sono molto più grandi della media degli orti sociali (circa 60m²) e questo spazio permette ai coltivatori di fare la rotazione delle colture, di modo da creare un surplus di produzione che permette di soddisfare il proprio bisogno di verdure annuale. Perciò l’orto sociale ha due funzioni importanti: innanzitutto un sostegno al proprio reddito, visto che consente di non comprare le verdure, e poi ha anche una funzione di socializzazione grazie alle nuove aree create».

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