La riapertura

Torna operativo il reparto di Cure Intermedie all’ex Ceppo di Pistoia per i malati Covid in via di guarigione

Dopo l'attivazione durante la pandemia e la totale ristrutturazione, il reparto di Cure Intermedie riapre le porte ai pazienti Covid-19 in fase di guarigione: al momento attivati 18 posti letto, si potrà arrivare ad un massimo di 72 suddivisi in due piani del vecchio ospedale. Ma in caso di "zona rossa" potrà essere ulteriormente ampliato.

Torna operativo il reparto di Cure Intermedie all’ex Ceppo di Pistoia per i malati Covid in via di guarigione
Pistoia, 20 Ottobre 2020 ore 19:02

Da oggi (20 ottobre) sono operativi nell’area pistoiese i 18 nuovi posti letto di Cure Intermedie, (dei 72 complessivi che verranno progressivamente attivati,) realizzati al Ceppo, nel vecchio ospedale. Nel pomeriggio sono iniziati ad arrivare i primi pazienti per il ricovero in dimissione dall’Ospedale San Jacopo di Pistoia.

Ritornano in funzione le cure intermedie all’ex Ceppo

Inaugurati lo scorso luglio, dopo una ristrutturazione effettuata a tempo di record, come previsto anche dalla normativa regionale, i nuovi posti letto sono stati attivati per integrare le cure ospedaliere e sono destinati ai pazienti acuti che, una volta dimessi dall’ospedale, potranno proseguire il ricovero nella nuova struttura sanitaria territoriale attrezzata, e completare così il proprio percorso assistenziale e clinico.

Rappresentano, quindi, un punto di raccordo fondamentale tra l’ospedale per acuti ad alta intensità assistenziale ed il territorio, con la medicina generale, per la cura dei pazienti a media e bassa intensità assistenziale, per lo più cronici. I nuovi posti letto sono a disposizione anche per ricoveri disposti da Medici di Famiglia al fine di ridurre i ricoveri impropri, con minori disagi per i pazienti che continueranno ad essere curati al Ceppo, sempre dagli operatori dell’Azienda Sanitaria.

Il team medico, prevalentemente composto da specialisti geriatri, è diretto dal dottor Carlo Adriano Biagini, che è responsabile clinico delle Cure Intermedie del Ceppo e direttore della struttura complessa di Geriatria; quello infermieristico e OSS è invece coordinato dalla dottoressa Lucia Cirillo. In reparto è stata prevista anche la presenza dei fisioterapisti, coordinati dal dottor Simone Bonacchi, per le attività di valutazione funzionale, riabilitazione e couseling per i familiari.

“I posti letto del Ceppo rappresentano uno dei punti cardine nell’ambito delle strategie aziendali anche per fronteggiare l’attuale fase dell’emergenza sanitaria: al momento le nuove degenze del Ceppo servono, da un lato, ad assicurare la continuità delle cure ai pazienti e, dall’altro, a lasciare liberi nei presidi ospedalieri i posti letto per accogliere i pazienti acuti. A seconda dell’andamento epidemiologico del Covid19, l’Azienda valuterà la possibilità di utilizzare il reparto per i pazienti Covid, così da favorire la dimissione ospedaliera dei pazienti ancora positivi in fase post-acuta ” – ha spiegato il dottor Daniele Mannelli, direttore della rete sanitaria territoriale aziendale e responsabile del presidio del Ceppo.

I quattro setting dedicati alle Cure Intermedie sono stati ricavati all’interno del terzo e quarto piano, praticamente speculari, del Padiglione denominato “Cassa di Risparmio”, dove prima del trasferimento nel nuovo ospedale (nel 2013) vi erano reparti medici e ambulatori: i posti letto sono 36 per piano e suddivisi in quattro moduli.

cure intermedie ex ceppo medici

Mannelli ha anche precisato che, in relazione all’evoluzione del quadro sanitario, oltre alla trasformazione degli attuali setting in “posti letto Covid”, potranno anche essere progressivamente aumentate le degenze fino al completo utilizzo della struttura.

“L’invio dei pazienti dai reparti ospedalieri prevede un coinvolgimento strutturato del Nucleo di bed management con l’Agenzia di Continuità Ospedale Territorio (ACOT), quale proiezione territoriale nei presidi ospedalieri e punto nodale di riferimento dei percorsi di dimissione dei pazienti complessi”, ha aggiunto la dottoressa Silvia Mantero, che è anche Direttore UFS Valutazione bisogni e identificazione risposte continuità assistenziale. In pratica si realizza una vera continuità ospedale-territorio attraverso il potenziamento di quest’ultimo.

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