“Oil Flood”, sequestrati beni per oltre 55 milioni di euro dalla Guardia di Finanza di Pistoia

Importante e vasta operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza di Pistoia che, alle prime luci dell'alba, ha chiuso il cerchio sull'operazione che ha sgominato omissioni versamenti di Iva e riciclaggio, fra le altre. 17 persone coinvolte in diverse regioni d'Italia.

“Oil Flood”, sequestrati beni per oltre 55 milioni di euro dalla Guardia di Finanza di Pistoia
Pistoia, 19 Febbraio 2020 ore 09:31

Vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Pistoia per scovare omessi versamenti di Iva, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, riciclaggio ed autoriciclaggio. Coinvolte 17 persone fra Toscana, Sardegna, Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Puglia e Lazio con 16 immobili sottoposti a sequestro fra i quali anche cinque distributori di carburante perché l’organizzazione opera in quel settore con sede fra Pistoia e la Valdinievole.

Guardia di Finanza sequestra beni per oltre 55milioni di euro

Nelle prime ore di mercoledì 19 febbraio i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella persona del Claudio Curreli, di beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per oltre 55 milioni di euro, importo corrispondente all’evasione fiscale realizzata da un gruppo di soggetti responsabili dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento di Iva, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, riciclaggio e autoriciclaggio.

L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle pistoiesi, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Interregionale per la Toscana, Sardegna e Umbria – denominata “Oil Flood” – ha consentito di intercettare preventivamente e contrastare successivamente fattispecie di frodi fiscali e evasione in materia di Iva, attraverso l’individuazione di alcuni soggetti operanti nel settore della vendita all’ingrosso e al dettaglio di carburanti, con sede nella provincia di Pistoia, connotati da un potenziale rischio di commissione di illeciti della specie, con conseguente emersione di base imponibile sottratta a imposizione e recupero della relativa imposta.

La frode è stata realizzata mediante l’utilizzo di società “cartiere” e/o “filtro” amministrate da prestanomi che venivano fittiziamente interposte negli acquisti di notevoli quantità di prodotti petroliferi, nonché, mediante l’utilizzo di false “dichiarazioni di intento” che consentivano l’acquisto di carburante senza l’applicazione dell’Iva.

In particolare, sono stati sequestrati i beni mobili e immobili e relativi conti correnti di 17 soggetti coinvolti a vario titolo nella maxi frode fiscale, residenti in Toscana, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Lazio e Lombardia. Più specificatamente, 16 sono gli immobili sottoposti a sequestro – tra cui una villa con piscina in Provincia di Pistoia ed una casa in Costa Smeralda – 5 distributori di carburante (c.d. pompe bianche) e un deposito di oli minerali.

L’ordinanza emessa dall’Autorità Giudiziaria di Pistoia è relativa, pertanto, all’applicazione della misura cautelare di sequestro preventivo ai fini della confisca diretta per equivalente – prevista dalla normativa in vigore – per un controvalore di 55 milioni di euro (valore corrispondente alla frode fiscale accertata nell’ambito della verifica fiscale eseguita) che garantirà un effettivo recupero di gettito per l’Erario.

A margine si segnala anche il sequestro di 18 orologi di particolare pregio per un valore complessivo di 400 mila euro, acquistati con i proventi frutto dell’evasione fiscale accertata.

L’operazione s’inquadra nelle linee strategiche del Corpo, in un’ottica di continuo presidio del settore in argomento, allo scopo di intercettare in maniera più possibile tempestiva e anticipata il sorgere di fenomenologie evasive della specie, aggredendo i patrimoni dei soggetti dediti ad attività illecite, assicurando così l’effettivo recupero dei proventi illegali accumulati.

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