“Non è con le demolizioni che si rilancia la montagna”: Davagni (FdI) all’attacco

"Ci sono tanti bei luoghi. Un esempio è il ponte di Castruccio sul fiume Lima, costruito nel tredicesimo secolo, che dovrebbe rappresentare una forte attrattiva turistica e che invece non ha mai avuto la giusta promozione".

“Non è con le demolizioni che si rilancia la montagna”: Davagni (FdI) all’attacco
Montagna, 17 Febbraio 2020 ore 10:21

“Pochi anni fa è stato demolito l’ex teatro di Gavinana ed oggi la stessa sorte è riservata al vecchio cinema Teso di Maresca che viene distrutto per fare posto ad un parcheggio. Non è solo con le demolizioni che si riuscirà a rilanciare la montagna pistoiese ed anziché sbriciolare gli edifici di rilevanza storica, andrebbero valorizzati, riqualificati e pubblicizzati”. A parlare è Luca Davagni, portavoce del circolo Fratelli D’Italia San Marcello Piteglio.

Parla il portavoce di Fratelli d’Italia di Piteglio

“La nostra montagna infatti, a differenza di altre zone, oltre ad avere un territorio splendido a livello paesaggistico, è caratterizzata da una moltitudine di borghi antichi le cui costruzioni hanno attraversato varie epoche della nostra storia.
Un esempio è il ponte di Castruccio sul fiume Lima, costruito nel tredicesimo secolo, che dovrebbe rappresentare una forte attrattiva turistica e che invece non ha mai avuto la giusta promozione, come del resto il “ponte sospeso” che negli anni 90 è stato inserito nel Guinness dei primati come ponte pedonale più lungo del mondo”.

“E quale magnifica attrattiva avrebbe potuto essere il trenino storico della FAP (Ferrovia Alto Pistoiese), se fosse stato conservato ed utilizzato con il vecchio collegamento tra Pracchia e San Marcello Pistoiese, transitando per i paesi montani.
Questi ovviamente sono solo alcuni esempi, uniti alla moltitudine di borghi o antichi castelli che la montagna può offire a chi vuole immergersi nell’affascinante viaggio tra medioevo e giorni nostri e che purtroppo in pochi conoscono e che visitano.
Certo è che le attrattive non possono essere sufficienti se tutti non fanno la loro parte: in primis le amministrazioni ad ogni livello (comunale, provinciale e regionale) devono fornire servizi adeguati ed incentivare le strutture ricettive a rinnovarsi per essere competitive con altre realtà che da anni offrono strutture efficienti e moderne.

Il turista, per essere attratto dalla nostra montagna, ha bisogno di avere un’ampia offerta, non solo tra hotel e ristoranti ammodernati adeguatamente, ma anche tra attività per il proprio passatempo con la possibilità di scegliere tra percorsi attrezzati per fare sport, o semplicemente per camminare in sicurezza nei sentieri del nostro bellissimo territorio.
Sarebbe importante che tutte le attività ricettive somministrassero i prodotti tipici locali quali funghi, castagne, mirtilli, miele ecc, per poter garantire lavoro a coloro che si occupano della raccolta o della produzione di tutte queste eccellenze.
L’unione nella promozione del turismo e non la competizione deve essere il filo conduttore che può rilanciare la montagna pistoiese per far si che torni ad essere un’importante realtà turistica come lo è stata nel suo recente passato”.

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