Montagna

Nessuno ha la chiave giusta: all’ambulatorio di Campo Tizzoro l’attesa è in mezzo alla strada

Le testimonianze di chi si è ritrovato a vivere una situazione decisamente preoccupante

Nessuno ha la chiave giusta: all’ambulatorio di Campo Tizzoro l’attesa è in mezzo alla strada
Cronaca Montagna, 18 Luglio 2021 ore 09:00

Non c’è pace per l’ambulatorio di Campo Tizzoro, ancora una volta i pazienti chiusi fuori dalla porta e le proteste continuano.

Una scena che, nel corso degli ultimi mesi a causa della pandemia, si è ripetuta più volte con gli abitanti che hanno dovuto attendere un bel po’ di tempo fuori, all’aperto prima di poter accedere all’interno. Siamo nel periodo estivo, le condizioni meteorologiche sono buone, la temperatura è gradevole ma la medesima cosa è accaduta anche in mesi meno favorevoli.

A segnalare quest’ultimo episodio è la signora Ornella Cattani, residente a Campo Tizzoro ed ex infermiera professionale: «Un altro "inconveniente" all'ambulatorio medico di via Serrina a Campo Tizzoro perché la porta esterna era chiusa e nemmeno la chiave in ossesso del dottor Calvani era giusta. Credo che siano state chiamate le infermiere del territorio che, lasciata la loro attività, sono arrivate all'ambulatorio e hanno aperto la porta. L'ambulatorio di questo paese ha veramente bisogno di essere rivisto, corretto, collocato e organizzato in modo tale da offrire veri "servizi"».

A confermare l’accaduto c’è la testimonianza dell’ex Presidente della ex Comunità Montana Appennino Pistoiese, Commendator Mauro Gualtierotti era presente e racconta i fatti, oltre ad esporre il proprio punto di vista sulla situazione di questo ambulatorio.

«Dovevo recarmi dal dottor Calvani, il mio medico di famiglia che mi pare sia rimasto il solo a usare l’ambulatorio. Ad attendere insieme a me c’erano 10-12 persone. Qualcuno è andato a prendere la chiave in farmacia a Campo Tizzoro, ma quella non apriva. È arrivata la signora delle pulizie, ma anche la sua chiave non apriva. Dopo un po’ d’attesa è arrivata una automobile Usl proveniente da Rivoreta e la porta è stata finalmente aperta. Qualcuno fra i presenti ha ipotizzato che fosse stato cambiato il cilindro della serratura. Non sappiamo. Ma invece abbiamo l’impressione che ci sia la volontà di trasferire altrove l’ambulatorio. Questo è ciò che molte persone pensano». È almeno dal 2013 che proteste analoghe si susseguono: quando manca la chiave per entrare, quando è segnalato alle competenti autorità che dalla sala d’aspetto si ascoltano le diagnosi e le conversazioni che si svolgono dentro l’ambulatorio fra medico e paziente, quando viene segnalato che ambulatori e sala d’attesa sono al freddo come ricordava, fra altro, l’imprenditore Franco Filoni in una lettera inviata al “Giornale di Pistoia” in cui scriveva: «I locali sono inadeguati e non areati in modo opportuno; la sala di attesa costringe a stare uno attaccato all’altro, viste le ridotte dimensioni; l’ambulatorio medico non è isolato acusticamente e la porta di accesso anche meno. Di conseguenza le persone  che aspettano di essere visitate ascoltano tutto quanto si dice nell’ambulatorio; per non parlare di riscaldamento e luce non funzionanti, poi è caduta una placca di intonaco. Di conseguenza gente malata al freddo fuori sotto l’acqua anche per diverse ore in attesa del medico; rimpiango i tempi passati, quando aCampo Tizzoro c’era una bella sala di attesa e diversi ambulatori con una infermiera fissa, forse sarebbe il caso nel 2021 di pensare a soluzioni più consone e adeguate alle necessità del cittadino».

Questa lettera dette il via ad una petizione che in pochissimi giorni fu sottoscritta da 326 cittadini. In essa i firmatari chiedevano un poliambulatorio dichiarando in particolare che l’ambulatorio al servizio delle frazioni diCampo Tizzoro-Bardalone-Pontepetri, non è più rispondente alle esigenze dei tempi moderni. La petizione fu consegnata al sindaco Luca Marmo e al presidente della pubblica assistenza Campo Tizzoro-Bardalone-Pontepetri, Elio Penna. Sono trascorsi oltre cinque mesi ma, per ora, il silenzio regna sovrano.