Museo Marino Marini, il Cda propone la sospensione dell’attività

La Fondazione si è appellata al TAR contro il vincolo. L'Amministrazione comunale, attraverso il sindaco, ha votato contro la decisione che invece è stata approvata dal presidente e dagli altri membri del cda.

Museo Marino Marini, il Cda propone la sospensione dell’attività
Pistoia, 19 Dicembre 2019 ore 19:29

L’Amministrazione comunale ribadisce con fermezza che sta mettendo in atto – e non da adesso – tutte le misure per scongiurare l’ipotesi del trasferimento delle opere di Marino Marini a Firenze.

Contro l’idea dello spostamento dell’inestimabile patrimonio lasciato dalla vedova del Maestro alla città di Pistoia, nelle scorse settimane il sindaco Alessandro Tomasi ha ribadito il lavoro intrapreso da mesi, con il coinvolgimento della Regione Toscana e del Comune di Firenze. Il 3 dicembre, inoltre, è arrivato il vincolo di pertinenza della Soprintendenza con cui è stato formalizzato l’indissolubile legame tra le opere di Marini e il luogo in cui sono esposte, il Palazzo del Tau, dove si trovano opere di proprietà del Comune.

Il cda ha proposto la sospensione dell’attività della Fondazione

Lunedì scorso, è stato convocato un consiglio di amministrazione urgente che aveva all’ordine del giorno le attività conseguenti a questo vincolo di pertinenza. In modo del tutto inaspettato, è stata proposta la sospensione delle attività della Fondazione fino alla decisione del Tar, a cui la stessa Fondazione si è appellata contro il vincolo. Ovviamente l’Amministrazione comunale, attraverso il sindaco, ha votato contro la decisione che invece è stata approvata dal presidente e dagli altri membri del cda.

«Di quanto avvenuto – spiega il sindaco Alessandro Tomasi – sono stati immediatamente informati i capigruppo del Consiglio comunale, che erano naturalmente a conoscenza dello svolgimento del consiglio di amministrazione. Abbiamo inoltre dato subito incarico al nostro ufficio legale per valutare tutte le possibili iniziative da intraprendere. È vero che “l’intera città (come si legge nell’articolo) è stata sfidata apertamente da sei persone che hanno ignorato la contrarietà di Comune, Regione e Soprintendenza” ma non deve passare in alcun modo il messaggio che questa Amministrazione comunale abbia (dall’articolo) “preso posizioni generiche” sulla questione. Il Comune, al contrario, fin dall’inizio ha adottato tutte le misure puntuali e necessarie contro l’idea del trasferimento avanzata dalla Fondazione Marini San Pancrazio e dalla Fondazione Marino Marini. Non facciamone una questione divisiva per la città. Qui non si tratta della decisione di una parte politica ma di una battaglia di tutti. È interesse della città di Pistoia che le opere di Marini restino qui e per questo, già dallo scorso marzo, stiamo mettendo in atto ogni azione possibile. Non si parla di Marino Marini ma della città di Marino Marini. Non si parla soltanto delle opere del Maestro, ma di un patrimonio che identifica e caratterizza Pistoia. Dunque è una questione di tutti, non una battaglia interna alla città. Spero che nessuno ne voglia fare una questione di carattere politico. Al contrario, occorre unità. Il Comune continuerà ad adottare tutte le misure indispensabili per evitare il trasferimento, anche a tutela dei dipendenti che lavorano al Museo».

Le fasi della vicenda

Nel cda dello scorso marzo, il presidente della Fondazione, Paolo Pedrazzini, pone sul tavolo del consiglio di amministrazione la proposta che qualora fosse pervenuto un progetto da parte della Fondazione Marini San Pancrazio su un unico museo a Firenze, con il trasferimento delle opere pistoiesi, il cda avrebbe preso in esame tale proposta.

In quell’occasione la Soprintendenza rileva che un tale ipotetico passaggio sarebbe stato impossibile poiché contrario all’atto di donazione della moglie di Marini; il sindaco Alessandro Tomasi esprime naturalmente voto contrario all’ipotesi di trasferimento delle opere. Il Comune, davanti alla decisione della Fondazione, coinvolge la Regione Toscana – che esprime contrarietà allo spostamento – e il Comune di Firenze, il cui sindaco, Dario Nardella, scrive in una lettera indirizzata al sindaco Tomasi che “ad oggi non è prevista l’acquisizione del patrimonio pistoiese” e che mai è stata ricevuta una comunicazione formale di un progetto di spostamento che coinvolgesse Firenze. Il 3 dicembre scorso, infine, la Soprintendenza mette un vincolo di pertinenza tra le opere di Marini e il luogo in cui sono esposte, Palazzo del Tau. La Fondazione si appella al Tar contro questo vincolo e decide di sospendere le sue attività in attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale.

Il consigliere regionale Niccolai

 «Quanto sta accadendo alla Fondazione Marino Marini è grave ed un fatto inaccettabile che solo si pensi di mettere fine alla straordinaria esperienza del museo. Mi unisco alle voci di coloro che stanno richiamando l’amministrazione comunale a prendere una posizione netta e forte contro la decisione del Cda di sospendere l’attività del museo e, soprattutto, a fare qualcosa per scongiurarne lo smantellamento. La Regione, pur non avendo competenza diretta sulla vicenda, ha molto a cuore il destino del museo Marini ed ha ribadito più volte la sua contrarietà ad ogni ipotesi di spostamento del patrimonio di opere artistiche di Marino Marini attualmente a Pistoia, anche attraverso le prese di posizione della vicepresidente e assessore alla Cultura Monica Barni. Tutte le istituzioni e le forze sociali facciano sentire insieme forte la loro protesta, per salvaguardare questa realtà e di chi ci lavora». Così Marco Niccolai, consigliere regionale Pd, sulla decisione del CdA della Fondazione Marino Marini di sospendere le attività del museo a tempo indeterminato.

Leggi anche: Museo Marino Marini, arriva il vincolo della Soprintendenza. Tomasi: Atto che aspettavamo

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