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l'emergenza

Monsummano, i pozzi sono inquinati da trielina: ecco le strade maggiormente colpite

Dopo ordinanza di divieto di approvigionamento da pozzi privati a Monsummano Terme, in una assemblea pubblica Arpat ha diffuso i dati del campionato con una serie di strade maggiormente colpite. Si tratta di trielina con tracce di cloruro di vinile: la prima ha avuto il picco nel 2008 e adesso è in calo ma si sta trasformando nel secondo.

Monsummano, i pozzi sono inquinati da trielina: ecco le strade maggiormente colpite
Cronaca Valdinievole, 22 Febbraio 2020 ore 11:05

Arpat ha presentato i primi dati della campagna di caratterizzazione della falda contaminata: sono stati campionati 15 pozzi nell’area oggetto dell’ordinanza cautelativa del Sindaco di Monsummano Terme che ha previsto il divieto di attingimento dai pozzi privati.

I dati di Arpat sul campionamento pozzi a Monsummano Terme

I risultati mostrano una contaminazione diffusa da organo-alogenati, tra cui il più critico risulta il tricloroetilene (più comunemente conosciuto come trielina); confermata in diversi pozzi anche la presenza di cloruro di vinile monomero, un prodotto di derivazione dalla degradazione della trielina. Non ci sono ancora tutti gli elementi per disegnare la mappa della contaminazione, per questo saranno svolte ulteriori campagna di campionamento dei pozzi della zona.

Ad un primo esame la contaminazione è maggiore presso il fosso Candalla, raggiunge il suo massimo nella zona limitrofa alle vie A. Vannucci, Petrocchi Policarpo e si allunga verso Sud. Le indagini estese fino a via Crispi non hanno ancora identificato l’estremo dell’area contaminata.

All’assemblea pubblica, tenutasi in data 21 febbraio presso la scuola elementare "G. Arinci", sono stati presentati i dati storici dell’andamento della contaminazione nei pozzi dell’acquedotto dai quali risulta che le concentrazioni di trielina hanno avuto un picco nel 2008 e da allora sono stabilmente in diminuzione.

La contaminazione da cloruro di vinile è, invece, monitorata dal 2010; le concentrazioni di questa sostanza sono risultate significative dal 2016, in considerazione del ritardo con cui si manifesta, in quanto parte dagli inquinanti primari, le sue concentrazioni potrebbero essere in aumento, per questo è previsto un monitoraggio della situazione per seguirne l’evoluzione.

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