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il caso

Misure antimafia contro azienda edile pistoiese

Misure antimafia contro azienda edile pistoiese
Cronaca Pistoia, 06 Maggio 2021 ore 16:19

Nella delicata fase di emergenza sanitaria e di difficoltà economica che interessa l’intero territorio nazionale, prosegue e si rafforza l’impegno della Prefettura di Pistoia e del Gruppo Interforze Antimafia per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo.

Interdittiva antimafia contro azienda edile pistoiese

Il risultato più recente di tale sforzo congiunto è una nuova interdittiva antimafia adottata dal Prefetto di Pistoia, Gerlando Iorio, nei confronti di un’impresa edilizia operante nel ciclo di lavorazione dei calcestruzzi e del trasporto di materiali edili con sede a Pistoia.

Tale provvedimento, il quinto adottato dal Prefetto Iorio nell’ultimo anno, costituisce il risultato tangibile del percorso intrapreso dalla Prefettura e del ruolo proattivo assunto dal Gruppo Interforze Antimafia composto da rappresentanti delle Forze di Polizia, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e della Direzione Investigativa Antimafia di Firenze, per assicurare la legalità nel tessuto produttivo locale, anche in collaborazione con i rappresentanti delle categorie produttive.

La misura interdittiva, regolata dal Codice Antimafia, impedisce al soggetto gravato dalla stessa di essere parte contrattuale della Pubblica Amministrazione, privandolo altresì della possibilità di essere titolare di licenza o autorizzazioni di polizia e di commercio. 

In particolare, il provvedimento odierno deriva da un’intensa attività di approfondimento svolta dal Gruppo Interforze che ha portato - sulla base di accertamenti investigativi della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro – a individuare legami di parentela e frequentazioni da parte degli amministratori dell’azienda, con persone coinvolte in procedimenti penali ed esponenti di spicco della consorteria criminale della ‘ndrangheta. Dall’attività di controllo è inoltre emersa la collusione degli amministratori dell’azienda rispetto agli interessi della criminalità organizzata, consolidata da una fitta rete di frequentazioni e di cointeressenze con ‘ndranghetisti che non possono definirsi occasionali, determinando, pertanto, la sussistenza dell’oggettivo pericolo di condizionamento ed inquinamento dell’attività dell’impresa.

Quest’ultima ha operato sul territorio provinciale nel settore sensibile dell’edilizia e, attraverso l’iscrizione alla white list della Prefettura (che ora le viene negata), avrebbe potuto interloquire con le stazioni appaltanti pubbliche del territorio.