CRONACA

Maltrattamenti al San Domenico di Pescia: tre donne agli arresti domiciliari

Indagine nata dalle dichiarazioni di una ex addetta della casa di riposo che hanno fatto sorgere nei Carabinieri di Montecatini e Pescia il dubbio sulla legittimità del comportamento delle altre operatrici socio sanitarie della struttura.

Maltrattamenti al San Domenico di Pescia: tre donne agli arresti domiciliari
Pistoia, 02 Settembre 2020 ore 14:09

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Pistoia, nella mattinata di domenica, i militari della Compagnia di Montecatini Terme, hanno dato esecuzione a 3 misure cautelari custodiali agli arresti domiciliari emesse dalla locale A.G., nei confronti di altrettante operatrici socio sanitarie, tutte di nazionalità italiana, dipendenti della struttura di riposo RSA San Domenico di Pescia, indagate per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Tutto natto dalle dichiarazioni di una ex addetta

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia su richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito delle indagini svolte dalla Stazione CC di Pescia, nel periodo luglio 2020 – agosto 2020, a seguito di alcune dichiarazioni rese da una ex addetta ad una locale RSA e che fecero sorgere negli inquirenti il dubbio sulla legittimità del comportamento delle altre operatrici socio sanitarie della struttura.

Nel corso dell’attività investigativa, condotta anche mediante ausilio di attività tecniche (microfoni ambientali e telecamere) all’interno della struttura, sono stati monitorati circa 40 soggetti tra dottori, o.s.s., infermieri, addetti alla distribuzione pasti e biancheria, osservandone giorno e notte comportamenti e atteggiamenti, e specificatamente come si rivolgevano ai degenti. In tal modo i Carabinieri hanno raccolto elementi inequivocabili di responsabilità a carico delle tre operatrici socio sanitarie a cui sono state applicate le misure cautelari questa domenica.

Le stesse, si sono rese responsabili di numerose condotte vessatorie realizzate nei confronti delle anziane vittime ospitate nella struttura, consistenti in minacce, insulti, ingiurie, bestemmie, turpiloqui ed in qualche occasione anche in percosse e strattonamenti, il tutto, come esplicitato nell’ordinanza, per motivi abietti, violando i doveri inerenti la funzione esercitata nella qualità di Operatrice Socio Sanitaria.

Mentre gli altri operatori della struttura hanno sempre operato anche con severità nei confronti degli anziani, qualche volta anche in modo molto deciso, ma senza mai sfociare in vessazioni, minacce o comportamenti violenti, ma sempre utilizzando toni cordiali e gentili, solamente le odierne indagate si sono rese artefici dei reiterati comportamenti illeciti.

Il G.I.P., sulla base delle richieste del Pubblico Ministero, nel ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, in ordine alle ipotesi di reato ex artt. 61 e 572 c.p. ha emesso il provvedimento in argomento a carico delle 3 donne, per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravato

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