L'Osteria Lago dei Lupi costretta a chiudere per troppa burocrazia

L'intervista era stata pubblicata sul GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE il 19 aprile.

L'Osteria Lago dei Lupi costretta a chiudere per troppa burocrazia
Piana, 04 Maggio 2019 ore 16:37

Lo storico locale Osteria Lago dei Lupi a Montale costretto a chiudere i battenti per troppa burocrazia

Costretto a chiudere per troppa burocrazia

"Lo scorso 7 aprile ho acceso il forno della mia pizzeria per l’ultima volta in assoluto. Una chiusura non dettata dall’assenza della clientela, dato che essendo aperti da quasi cinquant’anni ci eravamo ormai istituzionalizzati. Chiudo per motivi burocratici e finanziari, prima che sia sia troppo tardi".

Sono le parole di commiato di Alberto Ciolini, gestore dell’Osteria Lago dei Lupi di via Fratelli Biancalani.

Un locale storico

Un addio imprevisto arrivato come un fulmine a ciel sereno, che ha letteralmente lasciato a bocca aperta i montalesi, dinanzi alla prospettiva di dover fare a meno, d’ora in poi, di uno dei locali "storici".

Alberto Ciolini

L’osteria esisteva infatti dal 1970 ed era di fatto diventata parte integrante del paese, ben prima che Alberto ne assumesse la gestione.  Poteva contare su uno zoccolo duro di clienti ormai fidelizzati, il miglior antidoto per scacciare via (almeno potenzialmente) lo spettro delle difficoltà economiche. Allora perché tirare giù definitivamente la saracinesca?

"Perché le condizioni non sono più le stesse di quando la nostra famiglia iniziò a lavorare. Il contesto è cambiato, così come il mercato – ha spiegato Ciolini – mandare avanti un’impresa, oggigiorno, è molto più complicato rispetto al passato, in qualunque realtà. Credo sia possibile solo potendo contare su un capitale di base piuttosto corposo, in modo da fronteggiare eventuali periodi di magra. Altrimenti, il gioco non vale la candela ed il rischio è quello di rimetterci".

Un addio legato ad una serie di concause, quindi. Anche se non manca una frase sibillina.

"Lottare non ha più senso, a volte è sbagliato fidarsi di chi dovrebbe fare il proprio dovere – ha detto – e a rimetterci è chi fa questo lavoro con passione".

Un attacco alle istituzioni politiche o ai commercialisti? La riposta non fuga volutamente alcun dubbio.

"Fatte le opportune valutazioni, l’abbiamo reputata la decisione migliore, per quanto dolorosa per noi e per i clienti che ormai erano diventati veri e propri amici – ha proseguito Alberto – tornare indietro? Al momento non ci sono i presupposti per farlo, non converrebbe sotto nessun punto di vista".

In tutto questo tempo in effetti, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia.

"E’ cambiata la società, inclusi i gusti della clientela –ha affermato Alberto– una volta, il cliente entrava ed ordinava antipasto, primo, secondo e dolce. Un pasto completo, insomma. Oggi le combinazioni più “gettonate” sono primo-dolce, oppure antipasto-primo. Segno di come dal punto di vista economico sia stato fatto un passo indietro, la capacità di spesa dei cittadini si è ridotta. Ma credo che questo sia un discorso che interessa tutta Italia, non solo il nostro paese".

La richiesta di valorizzare il territorio

Ed ecco che la discussione si sposta sul commercio a Montale, specie considerando come il sindaco Ferdinando Betti abbia fatto notare il saldo positivi fra aziende attive e passive registrato fra il 31 dicembre 2013 e la fine dello scorso anno. Il paese è ancora florido ed attrattivo, economicamente parlando?

"Direi di no, e sarà questo uno dei punti fondamentali sui quali intervenire, a prescindere da chi vincerà le prossime elezioni –ha continuato Ciolini– il nostro locale simboleggiava sicuramente un qualcosa di inedito, dato che pagava il fatto di essere fuori dal centro. Ma non è mai stato un problema. Il vero intoppo, semmai, sta nella scarsa attrazione che Montale sembra esercitare in termini turistici. E’ sotto questo profilo che bisogna porre rimedio, valorizzando il territorio. Siamo a pochi chilometri da Pistoia e a meno di venti da Firenze, il bacino da cui attingere non manca, in teoria".

Dedicare una maggiore attenzione al turismo e prevedere agevolazioni economiche (almeno nei primi mesi) per gli imprenditori che decidono di aprire il proprio esercizio commerciale in paese, quindi. E’ questo, in sintesi, che Alberto consiglia a Betti e agli sfidanti Franco Vannucci e Francesco Fedele. Pur con una buona dose di diffidenza.

"Ai candidati suggerisco di confrontarsi maggiormente con i titolari d’azienda, capire i loro bisogni –ha detto, non senza qualche punzecchiatura trasversale alla politica– perché mi sembra che di promesse, da tutte le parti politiche, ne siano arrivate tante. Il guaio è che, alla prova dei fatti, ne sono state realizzate pochissime".

Una grossa perdita per la comunità

La notizia della chiusura, dicevamo all’inizio, ha sorpreso la comunità montalese. In tanti, su Facebook (e non solo) hanno chiesto ad Alberto di recedere, riaprendo al più presto. Ma non è bastato.

"Nei giorni scorsi ho ricevuto tantissimi messaggi d’affetto e tutto ciò mi ha fatto enormemente piacere –ha concluso Alberto– ma come dicevo poc’anzi, non è possibile tornare indietro, almeno adesso. Voglio ringraziare gli amici che ci hanno scelto per tanti anni. E li saluto con una promessa: in futuro riapriremo da qualche altra parte, non distante da Montale. Il nostro è un arrivederci, a presto".

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