Cronaca
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L'istituto Fermi di Serravalle a lezione di legalità da Alessandro Gallo

Una “lezione” di educazione alla legalità on line con 200 alunni collegati: Gallo, scrittore e uomo di teatro, ha raccontato la sua storia: predestinato per tradizione di famiglia alla Camorra ha cambiato rotta e destino, dimostrando che si può fare.

L'istituto Fermi di Serravalle a lezione di legalità da Alessandro Gallo
Cronaca Piana, 29 Maggio 2020 ore 11:47

I ragazzi della scuola secondaria di primo grado “E. Fermi” di Serravalle hanno incontrato Alessandro Gallo. Una “lezione” di educazione alla legalità on line con 200 alunni collegati: Gallo, scrittore e uomo di teatro, ha raccontato la sua storia: predestinato per tradizione di famiglia alla Camorra ha cambiato rotta e destino, dimostrando che si può fare

Scrittore, uomo di teatro, sceneggiatore e attore

La didattica a distanza questa volta ha avvicinato i ragazzi, li ha tenuti insieme, li ha raccolti in rete attorno ad un progetto, ad un personaggio chi li ha affascinati. Di là dallo schermo, insieme ai loro professori e alla preside dell'Istituto, c'era Alessandro Gallo. Scrittore, uomo di teatro, regista, sceneggiatore, attore. Ma soprattutto predestinato alla Camorra. E uscito dai tentacoli della piovra proprio attraverso la scuola, il teatro, i progetti nati in classe.
I ragazzi della scuola media Fermi di Casalguidi e Masotti avevano letto il suo libro “Scimmie”. E hanno sentito la forza del suo messaggio, ascoltando, partecipando con domande, affacciandosi in tanti (ieri erano almeno 200 collegati) alla piattaforma on line che utilizzano ogni mattina per le lezioni con i loro professori.

Il progetto di “educazione alla legalità” non si è fermato, imbrigliato nella trappola del Coronavirus.
Anzi la Preside Lucia Maffei, nonostante le difficoltà della scuola in questo particolare momento, lo ha voluto con determinazione.
Alessandro Gallo, che parlava da Bologna, ha iniziato il suo incontro partendo da Prospero, il protagonista de “La tempesta” di Shakespeare. Quel personaggio che lui interpretò in terza media, una scommessa con cui la sua professoressa di Italiano tentò per strappare alla malavita lui e i suoi amici. Una scommessa vinta.

Gallo in “Scimmie” appunto racconta come gli adolescenti possono cadere nella rete della Camorra, ma soprattutto come possono sottrarsi: non solo con la forza di valori personali che sbocciano, ma con l’appoggio e l’incoraggiamento di figure di riferimento (nel suo, solo la madre) e della Scuola.
Figlio di affiliato alla Camorra, cugino di una esponente dei clan (Nikita), Alessandro Gallo a 14 anni è uscito dai condizionamenti della malavita organizzata ed ha iniziato il suo percorso verso il riscatto e verso il teatro.
Una figura di riferimento per dare solidità alla sua scelta è quella del giovane giornalista Giancarlo Siani, tornato in questi giorni di attualità per capire i meccanismi di azione della Camorra.

“La scuola – ha detto Gallo ai ragazzi - è il luogo dove si insegna e si persegue la giustizia sociale, anche e soprattutto in zone in cui la mafia cerca di usare i ragazzi. La scuola è una protezione. La protezione”. E ha messo in guardia dal fatto che l’isolamento del Covid ha messo in ginocchio l’economia e come in questo la malavita può insinuarsi facilmente, riprendendo forza. Alessandro Gallo ha raccontato storie coinvolgenti, trasmettendo una grande carica empatica, ma anche raccogliendo dai ragazzi spunti di umanità e grande energia: “perché una rappresentazione teatrale non finisce con l’ultima parola dell’autore, ma con la condivisione e l’integrazione di chi la guarda”.

I ragazzi gli hanno fatto parecchie domande: se ha paura, se ha ricevuto minacce, come sono i rapporti con suo padre, perché i ragazzi si fanno trascinare dalla camorra. E lui risponde a tutti, si fa interrompere, dialoga. La piattaforma sembra meno “fredda” di quello che è. E il messaggio arriva chiaro: battere la mafia è un sogno, un’utopia? “Ma... s’ha da fa’!”, ha concluso Gallo con una spontaneità tutta napoletana.

 

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