Cronaca
appello accorato

Le tolgono la residenza per una segnalazione dei vicini: la disavventura di una mamma

Le tolgono la residenza per una segnalazione dei vicini: la disavventura di una mamma
Cronaca Montagna, 12 Settembre 2021 ore 10:15

«La mia residenza tolta dal Comune solo per una segnalazione dei vicini». La protesta di una madre a Castellina, comune di Serravalle Pistoiese.

Le tolgono la residenza per una segnalazione dei vicini

Lisa Pugliese, 36 anni, studentessa con lavoro saltuario nella ristorazione, attualmente disoccupata, madre di una bambina di 12 anni, abita nella sua proprietà in località Castellina in via del Poggio 9, un luogo immerso in un'oasi di verde da cui si gode un panorama mozzafiato.

Ha contattato Il Giornale di Pistoia e della Valdinievole per esporre una “denuncia” insolita ma grave di cui si sente vittima. «Il Comune di Serravalle Pistoiese mi ha tolto la residenza quale conseguenza di una “encomiabile” segnalazione fatta da alcuni vicini di casa in cui si sostiene che io non vivo qui. Seppure con disagi di ogni genere e a malincuore – ha detto Lisa Pugliese - dal 2018 ho fatto la spola dalla mia casa a Pontepetri dove andavo a lavorare. Dato che mia madre abita a Campo Tizzoro (vicino al luogo di lavoro a Pontepetri), potevo lavorare per poi dormire da lei senza dovere tornare ogni santo giorno qui alla Castellina. Nel frattempo ho affittato la mia casa per qualche mese prima del lockdown del 2020. Il problema è nato quando i miei vicini hanno visto arrivare alcune persone nella casa che avevo dato in affitto per alcune settimane. Questi vicini si sono preoccupati che fossero persone scappate dalla quarantena del Covid e hanno ritenuto di segnalarlo alla Polizia Municipale».

E a quel punto sono venuti i vigili per controllare se ci abitasse oppure no: non trovandoci nessuno è scattato il procedimento amministrativo di revoca della residenza.

«Sono andata a parlare con il sindaco Piero Lunardi cui ho spiegato che essendo da sola, senza auto e con una figlia, vivere alla Castellina era un grandissimo problema. Devo dire che il sindaco è stato comprensivo e solidale ma il problema è venuto dagli uffici perché la funzionaria amministrativa che presiede l'ufficio anagrafico di Serravalle è stata integerrima dicendo, “A noi dispiace se lei ha dei problemi ma il procedimento è partito e non possiamo farci nulla”».

La stessa funzionaria ha poi aggiunto un suggerimento particolare. «Torni alla Castellina qualche settimana, dichiari che lei ci vive, e torniamo amici come prima...». A quel punto la replica della nostra lettrice è stata che versando in difficoltà economiche «la casa l'ho messa in vendita, l'ho svuotata, ho fermato le bollette per non avere inutili spese aggiuntive e che non voglio dichiarare il falso». Anche le buone parole del sindaco Lunardi non sono servite a niente e la donna è andata via allibita quando la funzionaria ha detto di capire i suoi problemi. «Come può capire i problemi di una donna sola, di 37 anni, con una figlia piccola da mantenere, un mutuo da pagare, senza macchina e senza lavoro. Mi chiedo come possa capire chi ha un contratto a tempo indeterminato, è dipendente pubblico e ogni mese ha il suo stipendio sicuro? Certo, potrei richiedere la residenza a Campo Tizzoro ma automaticamente questa casa alla Castellina diventerebbe una seconda casa e poi ci dovrei pagare l'Imu...Ma con quali soldi?».
Problemi che non sono finiti qui. «Come faccio a lavorare nella ristorazione fino a mezzanotte lasciando mia figlia dì 12 anni sola alla Castellina? Vorrei fosse chiaro che ho perso il lavoro per la pandemia e penso che io e tutti quelli nella mia situazione debbano essere tutelati e non vittime di applicazioni rigide da parte dello Stato: io ho chiesto una proroga, non un annullamento del procedimento amministrativo. Non voglio fare come i miei vicini di casa che si sono mossi, senza nemmeno chiedermi cosa stessi facendo, per segnalare la mia situazione. Oltre tutto non penso che alla Castellina vi siano solo residenti».

Uno sfogo accorato quello di Lisa Pugliese

Abbiamo provato ad andare oltre chiedendoci quali siano diritti che si perdono qualora non si abbia una residenza anagrafica ed ecco alcuni ma importanti esempi. Una persona senza residenza non può accedere in Italia ai servizi erogati dal servizio sanitario nazionale. Infatti affinché la richiesta d’iscrizione al servizio sanitario nazionale vada a buon fine è necessario recarsi presso l’azienda sanitaria locale (Asl), ma non una qualsiasi all’interno del territorio nazionale, bensì quella del luogo in cui si ha appunto la residenza.
Senza residenza c’è anche l’impossibilità di votare perché non iscritti a una circoscrizione elettorale ed è impossibile iscrivere i propri figli a scuola. Non è poco.