CONCERTI

La musica di Floema riparte da Pistoia (venerdì 6) e fa tappa a Monsummano Terme (sabato 7) e a Pescia (domenica 8)

E' il progetto promosso dall’Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con la Fondazione Pistoiese Promusica e il sostegno della Fondazione Caript.

La musica di Floema riparte da Pistoia (venerdì 6) e fa tappa a Monsummano Terme (sabato 7) e a Pescia (domenica 8)
Pistoia, 03 Marzo 2020 ore 12:28

Riprendono nel fine settimana gli incontri ad ingresso libero con la musica di Floema, il progetto promosso dall’Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con la Fondazione Pistoiese Promusica e il sostegno della Fondazione Caript con l’obiettivo di connettere i musicisti dell’Orchestra Leonore con le realtà operanti sul nostro territorio per sviluppare un vero e proprio ecosistema musicale. I prossimi incontri sono realizzati in collaborazione con la Scuola di Musica e Danza “Teodulo Mabellini”, il Funaro Centro Culturale, Grotta Giusti – Italian Hospitality Collection e il Comune di Pescia.

Da venerdì 6 marzo a domenica 8

Si comincia venerdì 6 marzo (ore 21) a Pistoia presso il Funaro, per proseguire sabato 7 marzo (ore 18) a Monsummano Terme al Salone delle Antiche Terme di Grotta Giusti, e concludere domenica 8 marzo (ore 17) alla Gipsoteca Libero Andreotti, a Pescia. È stato infatti annullato, per motivi organizzativi, l’incontro di giovedì 5 marzo presso il Centro socio sanitario della Fondazione Filippo Turati di Gavinana.

Il primo ciclo di incontri del mese di marzo riunirà cinque musicisti dell’Orchestra Leonore – Irena Kavčič (flauto), Stefano Rava (oboe), Emiliano Travasino (viola), Luca Bacelli (violoncello) e Augusta Giraldi (arpa) – per un programma particolare e affascinante incentrato su due dei fili conduttori di Floema: il Ciclo “Genio italiano”, dedicato all’integrale della produzione cameristica strumentale di Nino Rota, con ben due splendide composizioni del geniale musicista noto soprattutto per il lungo sodalizio artistico con il regista Federico Fellini, e la nuova prospettiva sulla musica contemporanea, con un nuovo brano ispirato da un tema di grande attualità e scritto appositamente per Floema.

Composto nel 1935, quando Nino Rota aveva 24 anni, e dedicato alla madre, il Quintetto per flauto, oboe, viola, violoncello e arpa è oggi considerato uno dei capisaldi del catalogo cameristico rotiano, espressione di un importante momento di approdo all’interno del percorso musicale di Rota nel definire un proprio stile personale: arriva infatti dopo un periodo di riflessione e crisi, di tentativi di costruire attorno alle proprie sicure doti tecniche un’estetica nuova, un nuovo stile in grado di mediare la facilità di invenzione melodica con strutture armonico-ritmiche plurime e complesse. La composizione, dal tono chiaramente neoclassico e dalla struttura insieme rigorosa e armoniosissima, è caratterizza soprattutto dalla qualità del “canto”, dalla melodia sempre ispirata: «Questa partitura ha il respiro pieno di chi sembra aver ritrovato sé stesso e la propria più intima natura; è un gesto, un modo, uno stile che non lo abbandonerà più. […] Rota ha acquistato la sua voce». (Francesco Lombardi)

A due anni più tardi (1937) risale la Sonata per flauto e arpa di Rota, dedicata all’arpista Clelia Gatti Aldrovandi, esimia solista nonché musicologa assai attiva nel campo delle trascrizioni dall’antico repertorio per liuto e per clavicembalo. Recensendo le composizioni cameristiche di quegli anni, tra cui proprio il Quintetto e la Sonata in programma per questi incontri, il celebre direttore d’orchestra, compositore e musicologo Gianandrea Gavazzeni definì Nino Rota un autore «dall’immaginazione tutta lirica», «di così illuminata coerenza» nell’aver sempre un suo «mondo poetico tutto intimo, volto alle mezze luci»; e in particolare, sulla Sonata per flauto e arpa aggiunse: «È forse la misura più perfetta offerta da Rota. Sembra la somma poetica dell’autobiografismo, della verità, dell’inventare di Rota. Sue parole, veramente, discorsi soltanto suoi. Perché non dirlo? Qui pare il fiottar di voce d’un Ravel italiano, arcaico, intimissimo; d’uno che ha inventato uno stile prima inesistente».

Al quintetto di musicisti dell’Orchestra Leonore si unirà il Coro di voci bianche del progetto “Voci Danzanti”, preparato dalle istruttrici Elena Bartolozzi, Federica Gennai e Benedetta Nofri, per l’esecuzione del nuovo pezzo di Federico Biscione, che verrà presentato a Pistoia in prima esecuzione assoluta: “ARRETALOMAIVLAS – favola ecologica”, per coro di voci bianche e quintetto strumentale. La storia narrata dalla penna sapiente di Giovanna Mantegazza, autrice impegnata da sempre nella scrittura per i piccoli, è una favola appositamente pensata per le note di Biscione, che ha già sperimentato in altri suoi lavori la scrittura per ragazzi.

Ancora una volta musica, arte e spettacolo si fondono in Floema dando origine a fecondi sconfinamenti, raggiungendo luoghi particolarmente significativi e sensibili del nostro territorio come nel caso de il Funaro, punto di riferimento di assoluto prestigio per le arti performative e per artisti internazionali.

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