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Pescia

La battaglia del sacerdote Papini: “Bollette più eque”

Coi fedeli in difficoltà economiche, il sacerdote ha promosso una «class action»

La battaglia del sacerdote Papini: “Bollette più eque”
Cronaca Pistoia, 27 Febbraio 2021 ore 09:00

«Sono un sacerdote, ma sono anche un cittadino. Ed è in questa veste che ho deciso di impegnarmi in questa battaglia».

Giovanni Papini ha 57 anni, ma è arrivato tardi al sacerdozio; nel 2005, il 25 settembre, venne ordinato, e iniziò a collaborare con la parrocchia di Santa Maria Assunta, a Montecatini. Un prete battagliero, che in quegli anni pronunciò parole pesanti contro la malavita organizzata; nel 2006 la Diocesi di Pescia lo trasferì a Montecarlo, dove rimase fino al 2012, quando venne richiamato a Pescia e iniziò una nuova collaborazione nelle chiese parrocchiali di San Michele, di Santo Stefano e Niccolao, nel Santuario della Madonna di Pièdi Piazza, nella chiesa di San Matteo e San Colombano a Pietrabuona.

La campagna che ha deciso di intraprendere è in sostegno di alcune famiglie dei suoi parrocchiani, che si stanno trovando in seria difficoltà, e che si trovano costrette a far fronte a delle bollette di utenze nelle quali i costi di consumo non sono che una parte minima del totale.

«La politica deve interessarsi di questi problemi – ci ha detto – sono sostanzialmente piccole cose, può sembrare. Ma ci sono persone che non ce la fanno più a sostenere questo fardello.

Il problema è pesante per molti, soprattutto quando parliamo delle spese per luce e gas. Ho due persone che hanno deciso di darmi una mano: vogliamo capire come funzionano le bollette non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa.

Perché, è chiaro, prima di costruire la torre dobbiamo avere tutto il materiale a disposizione».

Le fatture erogate da enti, pubblici o privati, riportano spesso voci di spesa non chiaramente documentate o non previste nella contrattazione originaria, conclusa al momento della richiesta del servizio.

Se la bolletta contiene un importo troppo elevato e non dovuto, la legge consente al consumatore di agire a tutela dei propri interessi, reclamando nei confronti degli enti erogatori dei servizi, attraverso procedure di contestazione alle quali possono conseguire ricorsi alle Autorità Garanti, al Giudice di Pace, anche al Tribunale.

I reclami sono mezzi di tutela, forniti al consumatore finalizzati al rispetto, da parte degli esercenti di servizi come luce, gas o telefono, dei livelli qualitativi e tariffari, e possono essere presentati dai consumatori o tramite le associazioni che li rappresentano, con azioni individuali ma anche collettive, le cosiddette “class action”.

Le associazioni di consumatori spesso denunciano comela liberalizzazione del mercato dell’energia, e la conseguente possibilità di cambiare operatore, ha portato a un incremento negli errori di fatturazione, scarsa trasparenza delle bollette, problemi di conguagli, doppie fatturazioni. Spesso il consumatore si limita a effettuare telefonate al servizio clienti dell’azienda, che ha emessola bolletta sbagliata, rimedio che, però, le associazioni rilevano il più delle volte essere inutile. L’intento di don Giovanni è proprio quello di dare vita a una “class action”.

«Ho contattato i consiglieri regionali Vittorio Fantozzi e Marco Niccolai – ha aggiunto – quest’ultimo mi ha risposto, ci incontreremo nei prossimi giorni. Il mio obiettivo è portare la questione in Parlamento, se ci saranno le condizioni.

Ho scelto il metodo della “class action” perché, diversamente sarebbe stato come se si fossero fronteggiati Davide e Golia ed ovviamente il cittadino consumatore è quello che parte sempre svantaggiato.

Ma ho anche chiesto aiuto alla classe politica locale, perché troppa gente, specie sotto le elezioni, predica bene, urla, si mette virtualmente dalla parte dei più deboli, ma poi quando è veramente il momento di agire si tira indietro e sparisce.

Adesso è il momento di fare concretamente qualcosa, di dare un bell’esempio, e frenare una certa deriva nichilista che sta montando, riportando anche nelle piccole, ma per molti cittadini grandi, cose, come l’importo di una bolletta, un po’ di giustizia sociale, aiutando i più deboli con umiltà in spirito evangelico».

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