CRONACA

“Il covid mi ha…salvato la vita”: la storia del rugbista Tony Giugni

Il quarantasettenne montalese avrebbe dovuto cimentarsi nella stagione 2020/21 già lo scorso autunno, almeno in linea teorica.

“Il covid mi ha…salvato la vita”: la storia del rugbista Tony Giugni
Cronaca Piana, 20 Febbraio 2021 ore 12:00

Una frase un po’ forte da dire, ma può essere. “Certo, se il campionato fosse partito normalmente non avrei avuto modo di sottopormi ad ulteriori controlli e non sarebbe mai emerso il problema specifico. Per questo voglio lanciare un messaggio sull’importanza della prevenzione, dell’effettuare “screening periodici”.
Tony Giugni è uno dei giocatori più rappresentativi degli Allupins, la compagine di Prato di rugbisti “veterani” che partecipa ogni anno al campionato Old Rugby. Sodalizio che, per inciso, è stato nel recente passato ad un passo dal trasferirsi proprio a Montale.

Ha quarantasette anni ed è di Montale

Prima che la scelta finale ricadesse su Carmignano, una delegazione degli Allupins contattò infatti l’amministrazione per valutare la possibilità di allenarsi in un impianto del territorio, vista la difficoltà superiori al passato nel trovare i giusti spazi nel capoluogo pratese. Insieme ai compagni di squadra, Giugni affronta solitamente formazioni di appassionati della palla ovale “over 35”, a riprova di come il rugby non abbia davvero età.
Il quarantasettenne montalese avrebbe dovuto cimentarsi nella stagione 2020/21 già lo scorso autunno, almeno in linea teorica. Il torneo che avrebbe sancito la ripresa effettiva dell’agonismo, visto che dal lockdown dello scorso marzo le partite sono state di fatto sospese.
Giugni aveva comunque fatto in tempo ad allenarsi con il suo club, fino a quando le regole lo consentivano e prima che la nuova impennata dei contagi da Covid-19 registrata lo scorso autunno portasse al rinvio di tutti i campionati “ovali” (fatta eccezione per la Top10) dalla Serie A alla C2, passando per i tornei giovanili e (appunto) gli Old.

Uno stop che (com’era ampiamente prevedibile) ha destato una punta di dispiacere in tutti gli amanti e i praticanti della disciplina, sia a livello dilettantistico ed amatoriale che semi-professionistico. Ma che, con il senno di poi, è stata la fortuna di Tony.
«Ho il soffio al cuore, ma ho sempre giocato senza alcun problema dopo le visite mediche di rito – ha premesso il diretto interessato – a seguito dell’ultimo rinvio degli impegni agonistici stagionali, mi è stato suggerito di approfittarne per sostenere ulteriori esami. Dai quali è emersa la necessità di un’operazione alla valvola mitrale».

Tony è stato quindi operato alle Scotte di Siena, qualche settimana fa. Per lui, si può dire che l’annata sia di fatto già finita ancor prima di cominciare, ammesso che si arrivi effettivamente a disputare le competizioni rugbistiche regionali e nazionali prima del prossimo settembre, ma questa è un’altra storia.
Ma ha in fin dei conti ottenuto lo stesso una vittoria importantissima, pur fuori dal terreno di gioco.

«Uno sforzo eccessivo in questa situazione avrebbe potuto causarmi un edema polmonare, con tutto ciò che ne consegue – ha proseguito – voglio ringraziare particolarmente il primario Montesi e il suo “team” dell’ospedale di Siena. E credo sempre più che rivolgersi periodicamente ad uno specialista, anche per un’eco-doppler, sia necessario anche per chi non pratica attività sportiva. Prevenire è sempre meglio che curare».

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