Cronaca
CRONACA

"Il corpo deturpato e bruciato per infierire sul padre"

Secondo la criminologa Silvia Calzolari non voleva occultare il cadavere

"Il corpo deturpato e bruciato per infierire sul padre"
Cronaca Valdinievole, 19 Dicembre 2022 ore 09:38

di Andrea Spadoni


L’omicidio che si è compiuto nella notte tra domenica 11 dicembre e lunedì 12 dicembre in un parcheggio di Chiesina Uzzanese, ha lasciato l’intera Valdinievole senza fiato. La violenza e l’efferatezza con cui è stato colpito a morte il 54enne Massimiliano Matteoni, prima di essere stato gettato in una impervia sterpaglia nella zona della Cessana a Buggiano e parzialmente carbonizzato, delineano un fatto criminale tra i più gravi accaduti sul nostro territorio. Tanto più quando abbiamo scoperto che a uccidere è stato Simone Matteoni (30 anni), il figlio del noto meccanico attualmente residente nella zona di Spianate (Altopascio) ma per molti anni a Buggiano, che, una volta compiuto l’omicidio, ha confessato, consegnandosi liberamente ai carabinieri.

Per approfondire questo caso, abbiamo contattato l’esperta psicologa e criminologa Silvia Calzolari, anche consulente tecnico presso molti tribunali.

«Ciò che colpisce di questo violento omicidio, sono più aspetti: prima di tutto il luogo del ritrovamento del cadavere, la Cessana,  Campioni per la precisione, nella zona di Buggiano. In un primo momento si potrebbe pensare che fosse stato scelto dall’omicida per occultare il corpo, ma se analizziamo bene la dinamica, è più verosimile che lo volesse far trovare proprio lì. Credo che quel luogo avesse un significato nel rapporto di padre figlio».

Tra le notizie che abbiamo ricostruito, pare che questo ragazzo avesse qualche problema psicologico, anche se al momento non abbiamo un riscontro certo e documentato.

«Significa tutto e niente. Bisognerebbe saperne di più perché si possono avere disagi psicologici che non inficiano il rapporto con la realtà e non sono un nesso logico e credibile con un atto omicida».

Sicuramente siamo di fronte a un rapporto tra padre e figlio problematico, totalmente deteriorato.
«Questo è un aspetto chiave della vicenda. Il corpo della vittima è stato ritrovato deturpato da otto coltellate e successivamente bruciato. Anche in questo caso non penso che l’omicida volesse bruciare il cadavere per farlo sparire, piuttosto perché fosse ritrovato in quello stato. Si infierisce così su un corpo quando vi è una forma di disprezzo e la volontà di lasciare quell’immagine della vittima. Di fronte a tali atti violenti, si delinea una storia molto complessa nei rapporti familiari, probabilmente c’erano strascichi lontani nel tempo che hanno fatto crescere un sentimento di odio e quindi fantasie omicida».

L’incontro di notte in un parcheggio buio, fa pensare che la vittima non sospettasse minimamente che l’epilogo potesse essere quello che poi è accaduto.
«Sicuramente un luogo singolare per un incontro padre figlio, la vittima si fidava anche se sicuramente tra di loro c’erano già stati litigi e scontri. È probabile che questo ragazzo non abbia mai perdonato alcuni comportamenti del padre che, a quanto ricostruito, pare non vivesse più in casa con la sua famiglia. Un forte disagio che molto probabilmente non è stato ascoltato da nessuno, in cui questo ragazzo si è sentito solo, sviluppando progressivamente fantasie omicida. Non è stato un raptus, anche se in maniera un po’ goffa, siamo di fronte a un omicidio pianificato da tempo».

Seguici sui nostri canali