CRONACA

Il comune di Pieve a Nievole “Mette in moto la Memoria” per ricordare la persecuzione degli ebrei e lo sdegno per tutte le violenze.

Agli studenti è stata proposta, nella mattinata di oggi ( lunedì 25 gennaio 2021) una diretta con Laura Geloni, responsabile dell'associazione nazionale ex deportati di Pisa e figlia di Italo, nato a Seravezza nel 1924 e deportato nel '44 a Mauthausen e Dachau.

Il comune di Pieve a Nievole “Mette in moto la Memoria” per ricordare la persecuzione degli ebrei e lo sdegno per tutte le violenze.
Cronaca Valdinievole, 25 Gennaio 2021 ore 12:43

Non potendo fare in presenza l’iniziativa che aveva avuto grande consenso e attenzione lo scorso anno, l’assessore alla pubblica istruzione Erminio Maraia, a nome della amministrazione comunale di Pieve a Nievole guidata dal sindaco Gilda Diolaiuti , ha organizzato comunque l’edizione 2021 di “Metti in moto la Memoria” per ricordare l’eccidio degli ebrei e testimoniare la posizione dell’ente contro ogni forma di violenza e discriminazione.

La diretta di oggi

Agli studenti è stata proposta, nella mattinata di oggi ( lunedì 25 gennaio 2021) una diretta con Laura Geloni, responsabile dell'associazione nazionale ex deportati di Pisa e figlia di Italo, nato a Seravezza nel 1924 e deportato nel '44 a Mauthausen e Dachau, liberato il 29 aprile 1945 in occasione della liberazione del campo di concentramento di Dachau ad opera dei soldati americani.

L'iniziativa è stata rivolta alle classi terze della scuola secondaria di primo grado Galileo Galilei, introdotta dallo stesso assessore alla pubblica istruzione Erminio Maraia tramite un video.

“Le circostanze non consentono di farlo in presenza ma vogliamo garantire continuità ai progetti della memoria, vogliamo continuare a nutrire la memoria- ha sottolineato Maraia, che lo scorso anno portò nelle classi la sua esperienza di visitatore in questi terribili luoghi con il Treno della Memoria-. Il nostro scopo è sensibilizzare le nuove generazioni affinché tutto questo non accada mai più e solo il racconto di queste atrocità è sufficiente per alimentare lo sdegno di tutti gli uomini liberi che si oppongono alla violenza e perché si coltivino i valori della democrazia, uguaglianza, tolleranza, integrazione, condivisione e rispetto degli altri. Valori che ci accompagnano nella nostra attività di amministratori e nella nostra esistenza quotidiana”.