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"Hanno lasciato morire mio figlio per infarto a 31 anni. Voglio la verità"

A seguito della denuncia depositata dalla madre Susanna Ferretti, il magistrato ha disposto l'autopsia

"Hanno lasciato morire mio figlio per infarto a 31 anni. Voglio la verità"
Cronaca Valdinievole, 08 Agosto 2022 ore 17:19

La morte di Gaddo Jonathan Giusti avrà una verità. Questo è ciò che vuole la mamma Susanna Ferretti, pistoiese e insegnante a Montecatini Terme che in questi giorni ha combattuto perché si aprisse un'indagine per capire esattamente quali sono state le cause dell'improvviso decesso del suo figlio di 31 anni. "Sano, atletico, sempre in forma - ha raccontato -. Non si può morire così alla sua età, dopo esser stato dimesso la notte precedente dall'ospedale con il referto di una congestione". 

Il giorno 6 agosto, poche ore dopo il dramma che le aveva spezzato il cuore, sul suo profilo, Susanna Ferretti, aveva scritto: "Dopo aver visto mio padre 87enne soffrire le pene dell'inferno al Pronto Soccorso di Pistoia, hanno lasciato morire mio figlio, 31enne, per infarto, da solo, a casa, dopo una diagnosi di congestione. E sono a lottare per non farlo portare via prima di aver fatto la denuncia alla Procura". 

La denuncia è stata depositata formalmente e il magistrato ha disposto l'autopsia sul corpo di Gaddo Giusti, ancora oggi sotto sequestro.

La morte del ragazzo, fortuita è improvvisa, risale al primo pomeriggio di sabato 6 agosto. Ha accusato un forte malore mentre era a casa, appena rientrato dal lavoro perché già in prima mattina aveva detto di non stare bene. Subito era stato allertato il 118, ma nonostante i tentativi dei sanitari per salvarlo, non è stato possibile evitare il peggio. Gaddo Giusti, la sera di giovedì 4 agosto era già stato male ed era andato in ospedale a Prato per farsi visitare. Dopo una intera notte in osservazione, era stato dimesso con referto di una congestione. Per questo la madre e le persone vicine, non si danno pace: "Non è possibile morire d'infarto il giorno dopo la dimissione dall'ospedale dove non avevano riscontrato niente". 

Il dolore di tutta la comunità di Prato dove Gaddo viveva con la fidanzata, ma anche di tante persone della Toscana, è davvero profondo. Gaddo era molto conosciuto e rispettato. Era anche un calciante dei Verdi, dei quartiere di Santo Stefano. La perdita di un amico, un fratello, un fidanzato a soli 31 anni, è davvero una ferita difficile da guarire. Ora resta solo da chiarire se ci sono responsabilità del personale del Pronto Soccorso di Prato che l'avevano visitato.

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