Giulia Nannini, da Quarrata alla conquista di Rai Uno

Dalle prime apparizioni su Tvl Tv Libera allo sbarco su Rai1 con "A sua immagine" e adesso inviata in altri programmi di punta: alla scoperta della storia di Giulia Nannini, partita da Quarrata ed arrivata in alto.

Giulia Nannini, da Quarrata alla conquista di Rai Uno
Piana, 01 Aprile 2019 ore 09:52

Dopo anni di dura gavetta, la quarratina Giulia Nannini è riuscita ad arrivare sul grande palcoscencio di Rai1 essendo inviata in alcuni programmi di approfondimento. Questa la sua storia ed il suo percorso artistico raccontata in una intervista rilasciata al GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE nel marzo 2019.

La storia di Giulia Nannini

Lavorare in televisione è sempre stato il suo sogno nel cassetto e tutto ciò che ha fatto negli ultimi anni, almeno da quando ne  aveva 18, è stato per raggiungere questo obiettivo.  Stiamo parlando di Giulia Nannini, nativa di Quarrata, attualmente inviata per «Storie italiane» con Eleonora Daniele e per «Buongiorno benessere» con Lorella Landi.  Il suo percorso inizia a Tvl dove, facendo sia da presentatrice che da autrice e produttrice di sé stessa, ha mosso i primi passi mentre studiava alla facoltà di giurisprudenza.

Una gavetta che inizia anche con la conduzione di eventi live in giro per la Toscana. Una volta arrivata a Roma inizia a lavorare per la redazione di «Un amico è cosi», programma Rai con Lorella Cuccarini e nel dietro le quinte di «Avanti un altro» con Paolo Bonolis. Di lì a breve parteciperà  a un casting dove verrà presa come co-conduttrice di «A sua immagine». Un salto in avanti verso quell’obiettivo che Giulia preferisce non chiamare sogno per non farlo sembrare poi così irraggiungbile.

«La televisione nasce con scopo educativo perché con essa hai il potere di arrivare a milioni di persone. Col passare degli anni -ha commentato Giulia- è diventata il riflesso della società a cui si riferisce e proprio per questo non può cambiare per cambiare la società  bensì viceversa. Oggi hai un offerta molto variegata e il format tv che forse tutti ricorderanno di questi anni sarà quello del Reality show e del talent show. Lo scopo della televisione secondo me dovrebbe essere regalare un sorriso alle persone e quando può, far riflettere in maniera intelligente il più possibile ma conciliare queste due cose non sempre è possibile».

L’esperienza a Sanremo

Il mese di Febbraio l’ha vista inviata a Sanremo dove ha avuto la possibilità di intervistare grandi nomi della musica italiana. Spesso fare le domande giuste è difficile e i modi per prepararsi alle interviste variano da persona a persona

«Studio tantissimo e leggo qualsiasi cosa. Chiedo- ci ha detto- mi informo, guardo altre interviste, mi confronto. Se fai delle belle domande avrai delle belle risposte. Io cerco cose che non siano state già dette, mi leggo le biografie delle persone che devo intervistare, cerco di arrivare il più preparata possibile. Pensa che per intervistare Carlo Verdone mi sono letta tutto il suo libro “La casa sopra i portici” il giorno prima di incontrarlo. Alla fine è venuta un intervista carina facendogli domande spontanee che mi erano venute in mente leggendo il suo libro. Ovviamente ci devi mettere del tuo sempre, se studi e sei educata arrivi ovunque».

Accanto ai vari aspetti positivi come il conoscere molte persone e confrontarsi con storie incredibili, questo mestiere nasconde anche lati negativi. I guadagni iniziali non sono mai astronomici e per lavorare spesso si è costretti a stare, come nel caso di Giulia, in una città difficile come Roma. Anche se non sembrerebbe, lavorare in televisione è molto faticoso a causa degli orari dilatati e della necessità di essere sempre reperibili. Se dovesse dare dei consigli a un ragazzo giovane che in questi anni volesse lavorare in televisione, Giulia consiglia la classica gavetta fatta preferibilmente in una televisione locale piuttosto che cercare visibilità sui social network.

«Presentare le serate, gli eventi live, fare l’esperienza sul campo. I social non servono a niente perché un conto è stare davanti a un telefonino e un altro è confrontarsi con una telecamera, Purtroppo è molto diverso e non è detto che se tu sai fare l’uno, tu sappia fare anche l’altro. Ci sono delle cose da imparare: le luci che si accendono da seguire, continuare a tenere il filo del discorso, imparare a improvvisare e avere la capacità di andare avanti imparando i tempi e il linguaggio giusto per essere chiara senza fermarsi. Tutte queste cose le apprendi solo sul campo e l’ideale all’inizio sarebbe lavorare in piccoli contesti e, quando uno si sente pronto, dopo diversi anni di gavetta (io ne ho fatti 6), provare a fare altro. Studiare tanto perché quando studi hai una marcia in più sempre, e  più cose sai e più farai la differenza rispetto agli altri».

Conoscere le lingue aiuta, eccome

Caratteristica che non può mancare a chi vuole intraprendere questa strada di sicuro la conoscenza profonda di una lingua e di un altra almeno a livello scolastico. Grazie allo studio dell inglese quest’estate Giulia ha potuto intervistare due grandi artisti come Oliver Stone e Ted Neeley, interprete di Jesus Christ Superstar.

«Avere coraggio e non abbattersi. Ci devi credere tanto, avere tanta pazienza e impegnarti». Questo il mix vincente che sta guidando Giulia verso progetti futuri che ad oggi è troppo presto per conoscere ma sognando ad occhi aperti vorrebbe la portassero a scrivere format tv per poi condurli o farli presentare ad altri se non adatti a lei.

«Tendenzialmente l’intenzione sarebbe rivolgersi a un pubblico il più variegato possibile però -ha spiegato- mi piacerebbe da una parte raccontare le storie delle persone rivolgendomi a un pubblico sicuramente più adulto ma d’altra parte sperimentare qualcosa di più giovane e di più moderno. Tendenzialmente io con gli anziani vado molto d accordo perché sotto sotto sono un po’ anziana anche io».

Giulia emana solarità e passione. Lavorare in televisione è molto faticoso ma la sua determinazione ed empatia ci fanno scordare tutti i sacrifici che stanno nel dietro le quinte di questo lavoro. Un esempio di umiltà e talento che le generazioni contemporanee necessitano per continuare a credere che i sogni si possono e si devono realizzare percorrendo le strade giuste.

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